Firenze: “La vita ferma” di Lucia Calamaro in scena al Cantiere Florida

Una delle più apprezzate registe contemporanee arriva a Firenze con il suo nuovo spettacolo "La vita ferma". In scena anche l'attore Riccardo Goretti.

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Gli appuntamenti al Teatro Cantiere Florida proseguono con la rassegna Materia Prima, organizzata dalla compagnia Murmuris, che dedica un focus alla nuova drammaturgia affidando l’appuntamento di giovedì 23 marzo, ore 21,00 a Lucia Calamaro, che presenterà al teatro di via Pisana “La Vita Ferma, Sguardi sul dolore del ricordo”, scritto e diretto da Lucia Calamaro con Riccardo Goretti, Alice Redini, Simona Senzacqua.

Dall’Uruguay alla Francia fino all’Italia, è una corsa tra due continenti la carriera di Lucia Calamaro, drammaturga, regista e attrice. Nata a Roma, a tredici anni si trasferisce a Montevideo, seguendo il padre diplomatico. Laureata in Arte e Estetica alla Sorbona di Parigi, oltre all’insegnamento presso l’Universidad Catolica de Montevideo, ha preso parte come attrice e regista in molti spettacoli nella stessa città, e poi a Parigi e soprattutto a Roma.

«La gestazione di questo lavoro, ha avuto in me i tempi faticosi della rivelazione lenta e sommersa, abbordando quel dramma che il pensiero non sa, non vuole, non può gestire. Per arrivare a centrarne il “dramma di pensiero” ho buttato via più materiale di quello che resta. Ma il resto, quello che rimane, è per me il punto ultimo di concentrazione di un racconto che accoglie sviluppa e inquadra il problema della complessa, sporadica e sempre piuttosto colpevolizzante, gestione interiore dei morti. Non la morte dunque, e non il problema del morire e di chi muore. Ma i morti, il loro modo di esistenza in noi e fuori di noi e soprattutto il rammendo laborioso del loro ricordo sempre così poco all’altezza della persona morta, così poco fedele a lei e così profondamente reinventato da chi invece vive. E con i morti, una riflessione aperta sul lutto che ne deriva, la cui elaborazione non è detto sia l’unica soluzione. L’esigenza che impone di assegnare il più velocemente possibile al proprio desiderio un oggetto nuovo per rimpiazzare l’oggetto perso, forse è li che interviene un racconto a sdoganare il diritto di affermare la tragica e radicale insostituibilità di ogni oggetto d’amore perso, di ogni persona cara scomparsa. Il dramma di pensare o meno ai morti è comunque il dramma di pensiero di chi resta e distribuisce o ritira, senza neanche accorgersene, un’esistenza. La vita ferma è dunque uno spazio mentale dove si inscena uno squarcio di vita di tre vivi qualunque, “padre, madre, figlia” attraverso l’incidente e la perdita».

Lo spettacolo sarà preceduto da un incontro, in programma giovedì 23 marzo alle ore 19, sulla drammaturgia e sul teatro di Lucia Calamaro, con Christian Raimo, giornalista di Internazionale. L’incontro è organizzato in collaborazione con il Met di Prato.