“Voglio fare il sarto!”, giovani richiedenti asilo a scuola di taglio e cucito

Un progetto di formazione lavoro in ambito sartoriale per ragazzi ospiti nei Centri di prima accoglienza. "Voglio fare il sarto!" è in cerca di sostegno su Eppela, fino al 21 aprile

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Dare un senso al viaggio migratorio. Questo si legge nel video promozionale del progetto “Voglio fare il sarto!”, un’iniziativa di training on the job in ambito sartoriale per giovani richiedenti asilo che vogliano imparare l’arte di taglio e cucito alla maniera italiana e soprattutto immaginare una strada per diventare autonomi.

“Vogliamo offrire un percorso che possa aiutare i richiedenti asilo a disegnare una prospettiva futura, nel limbo del non essere che è l’attesa della risposta dell’asilo politico o umanitario” spiega Maria Cristina Manca antropologa e stilista, responsabile del progetto insieme all’associazione Mondincontro.

Il training è iniziato a febbraio di quest’anno con quattro studenti, Samba,Youssif, Kajally e Ousman che nei loro rispettivi paesi già si cimentavano con il mestiere di sarto, in Africa un ruolo prettamente maschile.

I ragazzi sono attualmente ospitati nei Centri di prima accoglienza di Firenze, Prato e Pistoia e svolgono le loro ore di tirocinio a Firenze nel laboratorio di WAXMORE. Si tratta di un laboratorio di sartoria che la stessa Maria Cristina insieme ad altri ha messo su alcuni mesi fa. WAXMORE realizza pezzi unici di abbigliamento e arredamento casa realizzati incrociando tessuti italiani con stoffe African Wax Print.

L’impresa è a sfondo sociale: la formazione verrà affiancata e si alimenterà con la produzione. Inoltre per ogni prodotto venduto saranno messi in un salvadanaio virtuale da 1 a 3 euro per sostenere progetti produttivi di donne in Africa.

“Voglio fare il sarto!” è appoggiato anche dalla Fondazione il Cuore si Scioglie che ne promuove il crowdfunding sulla piattaforma Eppela. I fondi raccolti saranno destinati ad ampliare il progetto, acquistare attrezzature e tessuti, dare visibilità e comunicare al meglio l’intero tirocino (800 ore), ingaggiare nuovi formatori per proporre più materie di studio.

C’è tempo fino al 21 aprile per fare una donazione e, in cambio, ricevere gli originalissimi prodotti WAXMORE, realizzati dai ragazzi stessi durante il tirocinio con l’aiuto di sarti professionisti.

L’associazione “Mondincontro” è titolare del “training on the job” in collaborazione con “WAXMORE”. Collaborano al progetto la Coop di Prato, Museo del Tessuto e Liceo Artistico di Montemurlo.

Potete seguire l’andamento del progetto sul sito sulla pagina FB di WAXMORE.