Met: un archivio digitale per 50 anni di spettacoli

Il Met crea l'archivio digitale degli spettacoli e dei concerti passati a Prato negli ultimi 50 anni. Il progetto.

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"Seconda generazione" - Mario Martone stagione 88/89. Foto di Cesare Accetta

Un archivio digitale degli spettacoli passati al teatro Metastasio negli ultimi cinquant’anni. È il progetto “Archivi dello Spettacolo 2016-2018” votato al censimento, alla salvaguardia, alla tutela e alla valorizzazione della documentazione archivistica dello spettacolo in Toscana, promosso dalla Regione con  la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana.

Il progetto, di cui la Fondazione Teatro Metastasio è capofila, “si articola in tre distinte azioni nel triennio 2016/2018 e si propone – spiega la nota stampa – il recupero e la digitalizzazione dell’archivio audio e audio-video della Fondazione Teatro Metastasio di Prato, la ricognizione e il censimento degli archivi di otto compagnie teatrali toscane, la pubblicazione su web dell’inventario dell’Archivio di Andrés Neumann, conservato presso il Centro Culturale “Il Funaro” di Pistoia, e la sua valorizzazione attraverso la produzione di due opere documentarie basate su materiali d’archivio”. L’archivio, assicura la nota, sarà consultabile online entro il 2018.

La prima azione, cominciata nel 2016, ha ripescato negli archivi  audio del Met un vero e proprio patrimonio: un centinaio di registrazioni tra concerti jazz (Ella Fitzgerald, Duke Ellington, Ray Charles, Dizzy Gillespie, Charlie Mingus, Oscar Peterson, Dave Brubeck), concerti di musica classica (Arturo Benedetti Michelangeli, Svjatoslav Richter, Nikita Magaloff, Rudolf Firnusky, Maurizio Pollini, Alexis Weissenberg, Rudolf Firnusky) e recital ( Josephine Baker, Miriam Makeba, Amalia Rodrigues).

Il progetto è stato presentato all’ultimo Salone Internazionale del libro di Torino, dove è stato fatto ascoltare un estratto, datato 7 giugno 1966, del concerto tenuto al Metastasio da Maurizio Pollini e l’Orchestra Sinfonica della Rai e un altro del 1971 del quartetto “The circle” composto da Anthony Braxton, Chick Corea, Dave Holland e Barry Altschul.

“L’elenco di queste bobine, inserito in un programma informatico di schedatura delle risorse documentarie secondo gli standard archivistici (Ardes) – spiega la nota – ha costituito la base per la digitalizzazione che è stata realizzata in collaborazione con la Scuola Normale Superiore di Pisa, utilizzando le competenze e le apparecchiature del laboratorio di linguistica dell’Istituto pisano dove si stanno digitalizzando circa 80 bobine audio. I risultati di questo lavoro sono in continuo aggiornamento:  seguite la pagina Archivio Memoria MET e non ve ne pentirete.

“Seconda generazione” – Mario Martone stagione 88/89. Foto di Cesare Accetta

“La seconda azione è legata alla individuazione di otto archivi di compagnie teatrali toscane per un censimento sull’attività di teatro e danza in Toscana – prosegue la nota – In accordo con Regione e Soprintendenza è stato deciso di iniziare dalle compagnie Virgilio Sieni, Lombardi-Tiezzi e Krypton. Il Metastasio ha chiesto loro la disponibilità ad aprire i propri archivi e, attraverso il lavoro di esperti archivisti, si è cominciato a
censire la tipologia, la quantità dei pezzi e le condizioni dei materiali legati alla storia di queste compagnie. Il progetto proseguirà nel secondo semestre 2017 con altre cinque compagnie, i cui archivi faranno parte di questo primo nucleo di attività”.

“La terza azione – si legge infine – viene condotta dal Centro Culturale “Il Funaro” di Pistoia ed è legata all’archivio di Andrés Neumann. Nel 2016 è stata realizzata la revisione e l’integrazione della descrizione dell’archivio importata da Arianna su ArDes; la creazione di indici e di collegamenti relazionali interni; la digitalizzazione dell’archivio fotografico e la schedatura informatizzata. Nel 2017 i materiali dell’archivio Neumann hanno trovato valorizzazione e utilizzazione nella produzione del Cine Documentario Pina Bausch a Roma di Graziano Graziani, mentre nel 2018 saranno alla base della la produzione del Teatro Documentario Palermo Palermo di Pina Bausch, a cura di Massimiliano Barbini”.

Foto via Archivio Memoria Met