Prato: in Lazzerini doppio appuntamento sul teatro contemporaneo

Nel primo incontro si parlerà di Toni Servillo, nel secondo delle origini del teatro moderno.

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Nell’ambito Un autunno da sfogliare, la prossima settimana la Sala Conferenze della Biblioteca Lazzerini ospiterà ben due appuntamenti dedicati al grande teatro del Novecento, grazie alla rassegna Sguardi sul contemporaneo teatrale. L’iniziativa, a cura di Teresa Megale, professore associato di Discipline dello Spettacolo dell’Università degli Studi di Firenze, ha come obiettivo quello di intrecciare un dialogo con alcuni tra i massimi esponenti nello studio della storia del teatro in Italia, ospitati per presentare al grande pubblico delle assolute novità editoriali.

Martedì 14 novembre alle ore 17 Anna Barsotti, professore ordinario di Discipline dello Spettacolo presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere dell’Università di Pisa e Carlo Titomanlio, ricercatore presso l’Università di Pisa, autori del libro Il teatro di Toni Servillo, con dialogo, esploreranno le molteplici facce dell’attività dell’attore casertano sulle tavole del palcoscenico. Benché conosciuto dal grande pubblico soprattutto grazie a memorabili e pluripremiati ruoli cinematografici (sotto la direzione di Sorrentino, ma anche di Martone, Garrone, Andò, Ciprì), l’“attore-autore” vanta oggi una carriera teatrale quasi trentennale, che dalla scena trae energia anche per le sue interpretazioni filmiche. Nel tracciarne il percorso Anna Barsotti dà per la prima volta rilievo alle esperienze iniziali nell’alveo del teatro sperimentale degli anni Settanta e Ottanta, alla luce dell’elaborazione delle silhouettes servilliane, per analizzare poi la serie delle sue pregevoli e fortunate messinscene (da Moscato, Viviani, Molière, Marivaux, Goldoni, Eduardo De Filippo). Il volume indaga ogni aspetto della poetica e della pratica teatrale di Servillo: quello puramente attorico, sulla scena e sullo schermo, e quello registico, declinato secondo un rinnovato modello capocomicale che incorpora anche la scrittura scenica. Un capitolo, firmato da Carlo Titomanlio, è dedicato alle peculiari scelte scenografiche degli spettacoli analizzati nel libro, nonché delle regie liriche. Impreziosisce il volume un lungo “dialogo” con l’attore e regista.

Venerdì 17 novembre alle ore 17 Franco Perrelli, professore ordinario di Discipline dello Spettacolo presso il DAMS dell’Università di Torino e specialista del teatro scandinavo e contemporaneo presenterà Le origini del teatro moderno. Da Jarry a Brecht. Un interessante saggio che prende in esame il periodo storico a cavallo tra Otto e Novecento, uno dei più vivaci e tempestosi nella storia delle arti. Indagando questo articolato momento storico Perrelli analizza le vicissitudini del teatro europeo a partire dalla prima messinscena di Ubu Roy di Jarry (1896) fino alla formulazione della teoria brechtiana del teatro epico, delineata dal grande drammaturgo in alcune note risalenti al 1931. Si tratta di un arco temporale di appena trentacinque anni, tuttavia estremamente denso e ricco di avvenimenti. Le origini del teatro moderno, ci avvisa l’autore nella premessa, vanno ricercate sia attraverso l’analisi e la ricostruzione di alcuni spettacoli emblematici, sia nella dimensione drammaturgica e teorica: «Il teatro moderno è stato creato da straordinari teorici, scenografi e registi, ma non senza stimoli di particolari autori», si pensi a figure come Jarry, Strindberg, Craig, Appia, Stanislavskij, Marinetti, Mejerchol’d, Brecht e Artaud, per citarne solo alcuni. Il libro inoltre mette in evidenza lo strettissimo legame tra regia e scenografia.