Perché andare in montagna, spiegato dal CAI di Prato

Il nuovo appuntamento con la rubrica dedicata alla montagna pratese e al trekking curata dal CAI di Prato.

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Molteplici sono le motivazioni che spingono le persone ad alzarsi presto la mattina con lo scopo di camminare per ore in montagna.

Se alla base un po’ per tutti c’è la voglia di fare una sana attività all’aria aperta, diversi sono invece gli approcci a tale attività e di conseguenza anche gli effetti sulla propria persona. Se per alcuni  infatti prevale l’interesse sportivo, legato al raggiungimento di determinati obiettivi, come per esempio superare un certo dislivello complessivo, mantenere per tutta l’escursione una certa media o raggiungere una vetta, per i più contano anche altri fattori come ad esempio ottenere al compimento del trekking un’impagabile sensazione di “stanchezza rilassata”, di rigenerazione nella fatica. Insomma, tornare a casa con la consapevolezza di aver ricaricato le proprie batterie interiori al termine di una settimana faticosa e piena di impegni!

A differenza di molte altre discipline sportive, il trekking, a qualunque livello lo si pratichi, affianca ai numerosi benefici fisici di un’attività prevalentemente aerobica, (miglioramento delle funzioni cardiovascolari e respiratorie, potenziamento del tono muscolare etc…), un generale riequilibrio psico-fisico.

Uno degli aspetti peculiari del trekking, comune a pochissime altre discipline sportive, è quello di poter esplorare territori inediti, che non frequentiamo abitualmente. Per molti escursionisti la spinta maggiore è rappresentata dal desiderio di raggiungere una cima dalla quale potersi affacciare ed osservare quel che normalmente non si vede, oppure quel che si è già visto, ma da una diversa prospettiva.

Non di sole vette però è composta un’escursione. Attraversare determinati ambienti come una foresta in autunno o percorrere un crinale prativo per svariati chilometri, sono esperienze atltrettanto appaganti, che valgono bene una levataccia! Spostarsi a piedi in montagna permette in sostanza di leggere il territorio in maniera
completa; un occhio attento può cogliere infatti i molteplici aspetti geomorfologici, le caratteristiche di flora e fauna e i vari livelli di antropizzazione recenti o storici.

Praticare il trekking quindi equivale contemporaneamente a fare uno sport, leggere un libro di storia locale ed assistere ad una lezione di scienze!

Avete iniziato a pensare all’itinerario?

Prossime uscite con il CAI Prato
19 Novembre, San Paolo in Alpe e Lago di Ridracoli, trekking nell’Appennino Tosco-Romagnolo.

Per informazioni ed iscrizioni visitare il nostro sito www.caiprato.it