Met Ragazzi: le “Fiabe Giapponesi” di Chiara Guidi al Fabbricone

Un nuovo appuntamento col teatro ragazzi al Fabbricone: gli spettatori sono chiamati a giocare in prima persona, attraverso le storie della tradizione giapponese.

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All’interno della rassegna Met Ragazzi, al Teatro Fabbricone sabato 13 gennaio alle ore 17.00 andrà in scena “Fiabe Giapponesi”, un lavoro di Chiara Guidi della Societas.

Concerto per voce, percussioni, dispositivi di playback, strumenti elettroacustici, vibrafono e flauti, per bambini e adulti (a partire dai 6/7 anni d’età): lo spettacolo che Chiara Guidi ha ideato e realizzato con i musicisti Giuseppe Ielasi, Enrico Malatesta, Natàn Santiago, in scena con lei.

Le tre fiabe scelte appartengono all’antica tradizione giapponese e sono inserite in una rappresentazione che vede i bambini partecipare in prima persona: alcuni sono invitati con lei in scena a eseguire un preciso lavoro, altri, seduti in platea, vengono sollecitati a un dialogo che intercala i racconti. I bambini, dunque, sono dentro lo spettacolo, sperimentandone in prima persona lo statuto di rappresentazione.

Chiara Guidi ha attinto alla tradizione giapponese per il carattere ‘arbitrario’ di queste fiabe, nel senso che non rimandano ad altro che a se stesse e alle loro semplici storie: a differenza di quelle classiche della nostra tradizione, non contengono una ‘morale’. Liberate da ogni zavorra di implicito insegnamento, esse si librano sfrenate nell’universo fantastico dell’invenzione, e i bambini – pronti all’ascolto, alle apparizioni di ombre, all’immaginazione attiva – si muovono con loro.

“Le fiabe scelte non hanno il lieto fine. La trama comincia e finisce nello stesso punto. Apparentemente non accade nulla. Eppure il prima si arricchisce del dopo e il dopo sa che non è più come prima, perché in ogni fiaba il protagonista infrange la regola, apre ciò che non deve aprire” afferma l’artista.

Il percorso nel teatro infantile che la Guidi conduce in un segno di unicità dagli anni Novanta, esplora sempre nuove frontiere della relazione con i bambini, mettendo a punto lavori che proprio per il ribaltamento messo in atto sorprendono l’adulto.