Dai sapori dell’Africa a quelli tipici degli amari italiani passando per un compendio incredibile di frutti, essenze e ingredienti di prima qualità. Ecco i cocktail made in Prato.

Ci siamo fatti raccontare dai locali di Prato i loro cocktail più originali, e quello che ne è venuto fuori è un lungo viaggio alla scoperta di ingredienti e abbinamenti molto spesso sorprendenti, senza dimenticare la fantasia e la mitologia che molto spesso si annidano dietro la scelta del nome.

Detto questo, ricordati di bere responsabilmente e solo se hai più di 18 anni.

 

Awakening – Frari delle Logge

Awakening - Frari delle Logge
Awakening – Frari delle Logge

I Frari Delle Logge di piazza del Comune segnala l’Awakening, cocktail a base di liquore di more e rosmarino home made, dark rum, lime, zucchero e albumina guarnito con fiori essiccati commestibili, rosmarino e more: il cocktail è “nato dalla sperimentazione e miscelazione, sulla base del liquore home made – spiega Enzo Russotto, il bar manager – il nome riporta alla primavera e alla sua freschezza, coi sapori e profumi di una terra che si risveglia”.

BergaMatto Fizz – Cul De Sac

BergaMatto - Cul de Sac
BergaMatto – Cul de Sac

Il Cul De Sac di via Santa Trinita propone il “BergaMatto Fizz”, composto da Gin Malfy che, come ci spiegano, presenta scorze di aromi della costiera amalfitana e siciliana, bitter al pompelmo, cordiale al bergamotto home made e Cedrata Tassoni. Tutti gli agrumi lo rendono adatto all’estate, rinfrescante e dissetante. Il BergaMatto deve il nome al bergamotto, ingrediente comunque difficile da usare in mixologia dato il sapore aspro, e dalla miscellanea di agrumi in composizione, la parte matta della bevuta.

Black Spritz – La Locanda del Terzo Tempo

La Locanda Del Terzo Tempo, anche lei in via Santa Trinita, ha una proposta con tutti i crismi: il “Black Spritz” è fatto con limone, arancia, alcolato, lime, liquore di radici di rabarbaro, crème de cassis e blue curaçao con mirtilli freschi. Avete sete? Io si.

China Girl – Barock

Il Barock di via per Iolo 2, invece, ha un cocktail tutto dedicato a uno dei signori della musica moderna. Il China Girl, inventato dalla barista Patty, è infatti un omaggio a David bowie: pestato di arance e mandarini. Osiamo segnalare anche il mojito ai fiori.

Curry-Man – Gradisca 1973

Il Gradisca 1973 di via Settesoldi suggerisce il “Curry-Man”, anagramma di Rum-Cynar: ordinandolo vedrete mescolare nel vostro bicchiere rum bianco, Cynar, sweet&sour, arancia e limone, menta e tonica. Il giochino dell’anagramma ci piace parecchio, fra l’altro.

Etiophian Flag – Kaldi’s

etiophian flag-kaldis
etiophian flag-kaldis

L’Etiophian Flag è “Un analcolico fresco e frizzante, con i colori degli ingredienti che ricalcano quelli della bandiera dell’Etiopia. La dolcezza corposa del succo di mango (giallo) che ne compone la base e della granatina (rosso) viene alleggerita e resa frizzante e dissetante da ginger beer e menta (verde)”, dicono da Kaldi’s, in via Settesoldi. Da provare anche l’ormai famoso “Etiophian Mule”.

Forest Up – BigEasy

Il cocktail proposto dal Big Easy di piazza Mercatale vi porta di peso nelle foreste in pieno inverno: che siate freddolosi o meno, vi assicuriamo che ne vale la pena. Il loro “Forest Up” si compone di rum infuso alle fave di cacao, Galliano L’Autentico, agrumi bitter e liquore aromatico “Forest” che si producono in casa, inoltre succo di lime e sciroppo di polline e miele; il tutto servito in una coppetta con bordatura di cioccolato fondente e fave di cacao.

Gentleman – Opificio Jm

L’Opificio JM di piazza San Marco ha un cocktail all’altezza dell’ambiente: il “Gentleman” si compone di Gin Glendalough wild autumn botanical, Thomas Henry Tonic Water, bacche di ginepro, ginger caramellato e anice stellato.

Meglio di una pera – Caffè 21

Meglio di una pera - Caffè 21
Meglio di una pera – Caffè 21

Il Caffè 21 di viale Piave 5 offre una lista completa di cocktail creata dai loro baristi che cambia ogni 4 mesi. Quello che ci suggeriscono, però, si chiama “Meglio di una pera” e lo potrete bere da marzo in poi: rum Botran bianco, sciroppo di pera estratto a caldo, lime, albume e scaglie di cioccolata fondente finiranno nel vostro bicchiere, guarniti con pera essiccata. “Tutto è nato dal ricordo degli shottini di rum e pera – spiegano al Caffè 21 – e da lì abbiamo deciso di farlo diventare un cocktail”.

Miraglia Parco Prato –  Bar Miraglia

Il Bar Miraglia offre una vasta collezione di cocktail di propria invenzione con nomi ispirati alla geografia dei loro locali, ma quello che ci segnalano è il “Miraglia Parco Prato”: succo di mirtillo, arancia, cannella, foglie di menta e soda. Potete berlo e guidare subito dopo.

Oh! Omo! – Le Garage Caveau

Le Garage Caveau di via Settesoldi ha un cocktail dedicato al modo in cui uno dei soci si rivolge a tutti gli altri: “Oh! Omo!” è nato per accontentare tutti, piacevole per l’aperitivo, per la cena e per il dopocena. In pratica sempre, ma a colazione forse non è il caso: è fatto con vodka, zenzero, lime, miele e albume ed è uno dei più richiesti del locale.

Pappareale – 4Rooms

Il 4Rooms di via dei Lanaioli 21 tiene alla nostra salute e ci propone il “Pappareale”, la cui ispirazione è un rimedio polinesiano per la gola. Cocktail a base di succo di limone e miele, dark rum e zenzero, il Pappareale è nato durante un viaggio fatto anni fa alla ricerca di nuovi cocktail, e fa tanto bene. Dice.

Shang Ice Tea – Squisio Cocktails & Burgers

Lo Squisio Cocktails&Burgers di via Santa Trinita sottopone alla vostra attenzione lo “Shang Ice Tea”, cocktail solitamente primaverile ma richiestissimo dai clienti, quindi inserito nel menù in pianta stabile e con menzione d’onore. Cheongsam Oolong Tea, liquore al fiore di sambuco, succo di limone e sciroppo al tè verse per un cocktail steampunk con tutti i crismi, servito in tazza da tè e guarnito con una fetta di limone essiccata e una bustina di tè verde. Il nome è un gioco di parole: se lo dite tutto d’un fiato suona come Shangai; inoltre il basso grado alcolico lo rende perfetto anche per chi deve guidare. Anzi, no: se guidi non bere, se bevi non guidi. Come direbbe Mauro Corona: guida poco, che devi bere.

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