GLI AMANTI PASSEGGERIL’aereo più pazzo del mondo secondo Almodovar. Oppure Prigionieri dell’oceano (o meglio dell’aereo)in versione black comedy. Dopo lo stanco Gli abbracci spezzati e l’orribile, velleitario La pelle che abito Almodovar ritorna ad un cinema più leggero e divertito e soprattutto meno pretenzioso. Crediamo sia un bene. Cinema gayfriendly ovviamente ( ci sono ben tre steward supergay), personaggi bizzarri (una diva del bondage, un killer professionista, una sensitiva vergine, due sposini in viaggio di nozze, un banchiere in fuga), sesso, volgarità, un cast in forma su cui svetta il Carlos Aceres di Ballata dell’amore e dell’odio. I fan di Almodovar troveranno pane per i loro denti, i detrattori (tra cui il sottoscritto) lo odieranno un po’ meno del solito.

Dove vederlo: Omnia Center, Uci Cinemas Campi Bisenzio, Eden

BUONGIORNO PRESIDENTE! è uno zelig movie. Se la presenza dei comici di Zelig è quasi sempre garanzia di successo, la presenza del presentatore di Zelig è SEMPRE garanzia di successo. Per cui se vi piacciono le commedie italiane di successo andate a vedere Buongiorno Presidente, così potrete dire ai colleghi che “il nuovo film di Bisio è bellino da morire”. Che poi è un film di Riccardo Milani, un esordio come aiuto regista per Moretti e Monicelli, qualche film per metà interessante (La guerra degli Antò, Il posto dell’anima), il terribile Piano, solo dal terribile libro del terribile Veltroni e quindi le fiction con Anna Valle (un’ottima escalation insomma). Nel frattempo – nota gossip –  ha anche sposato la Cortellesi. Il film è una commedia sulla politica, come Viva la libertà, ma da una prospettiva grillino/qualunquista piuttosto che radical chic/sinistrorsa. Forse è ufficialmente il primo film grillino, anche se pare che le coincidenze tra script e realtà siano casuali. Non è casuale quel punto esclamativo nel titolo che rafforza l’idea!!!!!! Il cittadino Giuseppe Garibaldi, ex bibliotecario con l’hobby delle trote, viene eletto al Quirinale, tra l’incredulità generale e il malcontento dei poteri forti (comparse illustri di Pupi Avati, la Wertmuller e i critici Rondolino e Della Casa). Il candido Beppe (BEPPE!1!!!!!) prima è frastornato, poi decide, con l’aiuto della bella Smutniak a dare una scossa alla politica. Il cittadino si ribella.

Dove vederlo: Omnia Center, Uci Cinemas Campi Bisenzio, Eden

La Dreamworks, in eterna competizione con la Pixar (ed afflitta da un’inevitabile complesso di inferiorità) questa volta va sul sicuro. Cerca di bissare il successo dell’Era Glaciale con una nuova storia preistorica, che ha per protagonista una famiglia di cavernicoli. I Flintstones? No, I CROODS!  Alla cabina di regia c’è il responsabile dell’ottimo Dragon TrainerBabbi, mamme, non ci sono cazzi: vi tocca portare i bambini a vedere i Croods. Prevedibile, disneyano, ben dosato tra avventura, conflitti generazionali (pure qui! Manca solo Renzi col pellicciotto), canzoni e commozione.
I vostri figli vi chiederanno una clava per il compleanno, ma almeno non ci sono le voci di Fabio Volo o Frizzi a provocare convulsioni ai portatori di buongusto, ma un bel gruppo di professionisti tra cui il solito, bravo Pannofino.

Dove vederlo: Omnia Center, Uci Cinemas Campi Bisenzio

LA MADRE non è la versione italiana di The Mother del coreano Bong Joon-ho che i cinefili aspettano da una vita nelle sale italiane, né la riproposizione del classico omonimo di Pudovkin per la gioia dei puristi, ma piuttosto l’horror gettato in pasto dalla distribuzione italiana agli affamati e sanguinari fan del genere. Questo LA MADRE è un po’ meno sanguinario, ha Guillelmo del Toro (Hell BoyIl labirinto del Fauno) come produttore e Jessica Chainstain (Zero Dark ThirtyTree of life) come protagonista. Il giovane regista Muschietti (ha un nome bellissimo ma non è italiano) ha fatto anni fa un corto di nome Mama che ha entusiasmato Del Toro. La madre ne è una versione allungata. Una coppia accudisce due ragazzine scomparse nel bosco anni prime e perseguitate dallo spirito di una donna che dice di essere la loro madre. Balzi sulla poltrona assicurati. I cinefili snob possono comunque risparmiare i soldi del biglietto e sostenere che “il corto aveva tutta un’altra forza intrinseca propria del basso costo rispetto all’abuso di CGI hollywoodiana e all’obbligo di piegarsi ai diktat dello star system” o qualcosa del genere.

Dove vederlo: Omnia Center, Uci Cinemas Campi Bisenzio

IL FIGLIO DELL’ALTRA è la storia di due famiglie (una israeliana e una palestinese) che, a seguito di un fortuito  scambio di neonati nelle culle, scoprono dopo molti anni di aver allevato il figlio «sbagliato». Il conflitto Israele-Palestina, l’amore, il dramma sociale, l’integrazione,  l’amore per lo studio, il rock (quello classico), filtrati da un’ottica da film francese d’autore contemporaneo, ne fanno un perfetto Terminale Movie.  I professori d’italiano delle superiori ne ordineranno una copia da proiettare in classe, i sociologi apprezzeranno  ed è comunque cinema medio che spinge alla riflessione e alla commozione. Però per film del genere la messinscena convenzionale è spesso, purtroppo, lo standard.

Dove vederlo: Terminale

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