simply_ubuntu12La Cina passa a Ubuntu. Detta così, questa potrebbe essere una notizia da accantonare velocemente. E invece no, perché significa, con le dovute e doverose eccezioni, la probabile e definitiva consacrazione della filosofia open source.

Nei giorni scorsi  il governo cinese ha firmato un accordo con Canonical per la fornitura di un sistema operativo basato su Ubuntu. Si chiama “Kylin” e garantirà alla nazione più potente del globo un veloce affrancamento da Microsoft e Apple.

Come ha riportato La Stampa:

L’operazione fa parte di un piano quinquennale con l’obiettivo di incrementare l’utilizzo di programmi che danno un maggiore accesso al funzionamento interno, in modo che i programmatori possano intervenire direttamente con le modifiche.

Il che, visto dall’ottica di Canonical riportata da  Wired Italia, significa:

Gli investimenti saranno tali da rendere questa collaborazione rilevante sul mercato cinese, utile all’export di prodotti nazionali e ben conosciuta anche ai produttori di hardware, grazie alla collaborazione con i progetti globali di Ubuntu

COS’E’ UBUNTU

Come si legge sul sito italiano:

Ubuntu è un progetto guidato da comunità per creare un sistema operativo ed una serie completa di applicazioni con l’uso del software Free e Open Source. Nel cuore della Filosofia Ubuntu sulla libertà del software, risiedono i seguenti ideali

1. Ogni utente di computer deve avere la libertà di eseguire, copiare, distribuire, studiare, condividere, modificare e migliorare il proprio software per qualunque scopo, senza dover pagare diritti di licenza.
2. Ogni utente deve poter usare il proprio software nella lingua di propria scelta.
3. A ciascun utente deve essere data l’opportunità di usare il software, anche se affetto da handicap.

Più avanti, una spiegazione molto più importante:

La cosa più importante di Ubuntu non è la sua disponibilità gratuita, ma che esso conferisce all’utente i diritti della libertà del software. Sono queste libertà che consentono alla comunità Ubuntu di crescere, condividendo le esperienze collettive per migliorare Ubuntu e renderlo adatto all’uso in nuovi Paesi ed in nuove industrie.

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