Premessa: è una settimana moscissima per i cinefili.

Non c’è nemmeno un “film della settimana” perché non scommetteremmo un centesimo su IL VOLTO DI UN’ALTRA. Certo Laura Chiatti ha un viso indubbiamente cinematografico. E’ una delle poche attrici emerse recentemente in Italia a bucare lo schermo. Lasciamo perdere il fatto che quando apre bocca perde il 60 percento del suo fascino, ma comunque è una di quelle donne che silente o doppiata – e con un tipo di recitazione più minimalista degli standard odierni – avrebbe trovato posto nel nostro grande cinema del passato. Se n’é accorto Corsicato, regista di film ruspanti e postpasoliniani come  I buchi neri (indimenticabile il refrain “Tiralo fuori / Mettilo dentro”). Era una delle promesse del cinema italiano. ERA. Ora pare imprigionato nel filone gaio post-almodovariano. Un po’ come Ozpetek, ma certo con più stile. Non sappiamo ancora come sia questo, ma pare una sorta di remake in chiave totalmente comedy e con innesti Nip/Tuck de La pelle che abito di Almodovar. Che già faceva cacare di suo. Mah. Comunque consigliatissimo ai fan di Almodovar ed epigoni.

OBLIVION fa paura già dal titolo. Mattonata di due ore e mezzo scritta e diretta dal regista del già indigesto Tron : Legacy. Scenario post-apocalittico (Anno 2077), citazioni di Blade runner (ancora, che palle!), Tom Ottuso Cruise che combatte contro gli alieni e recupera i droni e Morgan Freeman che fa il capo dei “resistenti umani”. Gli unici sussulti li dà la coprotagonista Olga Kurylenko, quella che Lars Von Trier ha definito la “Bond Girl più sexy della storia”. Per una volta siamo d’accordo con lui. Con qualche caffè in corpo gli appassionati di sci-fi, Casaleggio e le fan di Tom Cruise arriveranno a fine film.

Non butta bene nemmeno per i genitori, costretti a portare i figli a vedere LE AVVENTURE DI TADDEO L’ESPLORATORE. Che in questi tempi di rivoluzione grillina dove tutti sembrano in grado di poter fare tutto vede il muratore Taddeo scambiato per un professore di archeologia (e che ci vuole a fare l’archeologo? Se era in Italia il simpatico muratore Taddeo poteva essere eletto con 100 voti on line e finire a occuparsi di edilizia in qualche commissione parlamentare). Animazione così così, citazioni a non finire (Indiana Jones, le solite cose…)  avventure in Perù sulla scia di Up (magari…). La coprotagonista ha però le puppe in evidenza stile Tomb Raider per tenere svegli i babbi.

UN’INSOLITA VENDEMMIA. Metatelevisione con i protagonisti di Centovetrine. L’orrore, l’orrore.

Lasse Hallstrom era il regista dei videoclip degli Abba. Che culo. Poi è diventato un regista di polpettoni romantici tipo Chocolat o Hachiko o Le regole della Casa del Sidro. E’ il Nicholas Sparks del cinema. Ora torna in Svezia e si dà al thriller, sulla scia della saga di Millenium. Perché L’IPNOTISTA è tratto da un romanzo svedese, il primo di una saga di 8 romanzi, con un ispettore svedese intristito alle prese con il massacro di una famiglia svedese nella triste Svezia. Due palle! Pensare che la Svezia un tempo era la patria del cinema porno, l’avanguardia bionda della trasgressione sessuale. Mala tempora currunt.

Non arriva a Prato il nuovo capolavoro trash di Renzo Martinelli, 11 SETTEMBRE 1683. Per chi non lo conoscesse Martinelli è il Regista delle Libertà, il regista di riferimento dell’area Pdl/Lega, il portavoce della destra populista italiana, quello che nel suo cinema ha saputo dare vita a tutti gli ideali che muovono tali movimenti. Quali? “Libertà!”. Ed è – caso strano – l’unico autore di kolossal italiani nonostante i suoi film siano dei flop CLAMOROSI al botteghino. Qualche esempio? Vajont – La diga del disonore. 17 i miliardi di vecchie lire, 6 quelli incassati al botteghino, miglior risultato. Piazza delle cinque lune, con Donald Sutherland, 16 milioni di euro, 1 milione euro di incasso. Carnera, 15 milioni di budget, 266.000 euro l’incasso.

Come è possibile tutto questo? Non solo è possibile, ma se nel mondo la storia si ripete sempre due volte, la prima in tragedia, la seconda in farsa, in Italia la storia può riproporsi 5 o 6 volte e sempre nelle forme di una farsa peggiore. Qualche anno fa Barbarossa, il film leghista per eccellenza, 30 milioni di Budget (30, di cui un bel po’ investiti dallo Stato), pompatissimo da RAI e MEDIASET (leggendario il trailer con la frase storica “Distruggi Milano”), distribuito in 283 copie (283!!) raccoglieva consensi ancora peggiori. Storica la prima del film a Como con 20 PERSONE IN SALA, di cui una decina rappresentati dalla giunta comunale leghista.

Ma Martinelli è ormai leggenda, Martinelli ce l’ha duro. E ora torna più incazzato che mai. E’ animato dalla convinzione che il cristianesimo stia per scomparire per colpa del fottuto Islam e per divulgare la sua tesi ha girato un film su un altro storico 11 settembre, quello del 1683, data che vide la sconfitta dell’Impero Ottomano dopo due mesi di assedio a Vienna, nonostante i numeri non fossero favorevoli (140.000 infedeli contro circa 80.000 cristiani guidati da F. Murray Abraham ). Girato in Romania (alla faccia di Borghezio), con un budget di euro 10.000.000 di cui quattro milioni e 100 mila euro finanziati dalla Rai e un milione dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (ah, la meritocrazia!), con pessimi effetti digitali (dove li abbia investiti i soldi è un mistero nel mistero), battaglie epiche, musica epica, discorsi epici e razzistissimi e una valanga di comparse. Ci sentiamo di consigliarlo solo a Magdi Cristian Allam.