Finalmente, dopo settimane di magra si torna a respirare. Basta commedie italiane caciarone girate in Puglia, basta drammi intimisti tristi dal respiro cinematografico di una fiction tedesca, basta scarti di animazione francesi da riciclare sul suolo italiano!

I film della settimana sono ben due:

LE STREGHE DI SALEM è il nuovo film di Rob Zombie. Tra i nuovi nomi dell’horror americano Zombie è il talento più libero ed originale. Dopo il notevole La Casa dai Mille Corpi e il mezzo capolavoro La Casa del Diavolo ha deluso una parte dei fan con i remake di Halloween e Halloween 2, che pure tra i remake degli ultimi anni ci sono sembrati tra i più dignitosi. Ora sfancula l’industria e i remake e torna alla stragrande con un film a basso costo liberissimo, delirante, visionario. Sembra di piombare per lo spazio di un film negli anni 70 più selvaggi, quelli barocchi e scatenati di un Ken Russell, tra orge, blasfemia e carrellate vorticose. La dj Sheri Moon, moglie e musa di Zombie, piomba in un incubo insanguinato e demoniaco come la Farrow di Rosemary’s Baby per colpa di un brano speditole in un misterioso vinile da una rock band satanica. La trama è striminzita quanto delirante. Se cercate un racconto tradizionale classico tenetevene alla larga. Altrimenti gettatevi nel luna park di Zombie che spinge sull’acceleratore sprezzante del ridicolo frullando Shining, Bava, Stephen King e Fulci.  E poi ci sono Michael John Berryman (il freak de Le Colline hanno gli occhi), Meg Foster (Essi Vivono), Dee Wallace (L’Ululato), il solito Sid Haig etc etc. Per qualche miracolo distributivo il film arriva prima in Italia che in America nonostante sia già pronto da un anno e abbia fatto il giro dei Festival (è stato pure a Torino). Sì, il doppiaggio è abbastanza tremendo, ma non si può avere tutto.

Arriva al cinema uno dei capolavori di Miyazaki, KIKI, CONSEGNE A DOMICILIO. E’ del 1989 ed era già uscito home video nel 2002, ma finalmente genitori e figli se lo possono gustare sul grande schermo. Oltretutto la nuova edizione voluta dalla Lucky Red è benedetta anche perché recupera lo spirito originale del film giapponese, con un nuovo doppiaggio ed il ripristino della colonna sonora originale, mentre la vecchia edizione firmata Buena Vista/Disney lo comprometteva con l’innesto di canzoni disneyane ed effetti sonori direttamente provenienti dalla versione americana del film. Kiki è una giovane strega che come da tradizione, compiuti i 13 anni parte da casa sulla sua scopa in compagnia soltanto di Jiji, il suo gatto nero, per l’anno di noviziato da svolgere in un’altra città. Il film è un delizioso racconto di formazione, accompagnato dai colori pastello e dalla musica di Hisaishi, dalla libertà di racconto che contraddistingue i film dello Studio Ghibli. Consigliato ai fan di Miyazaki, ai genitori cresciuti con LupinHeidi o Conan il ragazzo del futuro, a tutti i bambini.

Butta bene anche per i truzzi in questa bella settimana di cinema (fanculo il bel tempo, chiudetevi in sala). IRON MAN 3 è forse il più divertente della trilogia. Alla regia c’è Shane Black, che collabora pure alla sceneggiatura con innesti ironici riusciti. Shane Black qualche anno fa aveva diretto un noir ironico e chandleriano piuttosto originale, ma un po’ lezioso, Kiss Kiss Bang Bang, ma soprattutto ha scritto alcune delle pagine migliori dell’action degli ultimi anni, da Arma Letale all’Ultimo Boyscout. Manco sto a raccontarvi la trama, quello che conta è che ci sono gli schianti, il mondo in pericolo, gli effetti speciali, le battute al punto giusto, Gwyneth Paltrow, un cameo di Stan Lee. Abbastanza per mandare in visibilio i nerd, gli appassionati di Cinecomics e le fan di Robert Downey Jr, sempre truccatissimo anche quando non ha l’armatura.

Ah sì, c’è anche il film italiano del figlio d’arte di turno: VIAGGIO SOLA di Maria Sole Tognazzi. Ecco se dobbiamo proprio rimproverare qualcosa a Ugo Tognazzi, uno dei due, tre attori italiani più grandi di sempre, è quello di aver figliato un po’ troppo. Che poi i quattro figli (di cui uno norvegese) sono solo quelli riconosciuti ed è probabile che ce ne siano altri in giro per il mondo, vista l’ossessione scopofila del tombeur de femmes Tognazzi. E ci sarebbe stato posto pure per loro perché la regola vuole che nella piccola industria cinematografica italiana ci sia SEMPRE posto per i figli di papà. Che poi questo filmetto della Tognazzi più giovane è “uccio uccio” certo, ma nemmeno orribile come certe cose venute fuori negli ultimi tempi, sebbene ci siano i soliti Accorsi e la Buy alle prese con le solite questioni sentimentali (qui il pepe è tutto nell’idea di base della trama: la Buy viaggia sola, tra un hotel e l’altro in incognita per valutarne la qualità). Si ride poco, si riflette il giusto, si ama in forme leggermente più complesse di una fiction su Canale 5, ma alle signore di mezza età che non vogliano prendere un infarto con il film di Zombie, che non hanno figli piccoli o nipoti per un Miyazaki e che non sanno chi è Robert Downey Jr. non possiamo che consigliare questo.