1960. Doppia palma da ricordare: LA DOLCE VITA di Fellini (non il suo miglior film, ma talmente rivoluzionario che la sua eco sul cinema italiano di oggi ancora non si è dispersa, vero Sorrentino?) ex-aequo con VIRIDIANA di Luis Buñuel (quanto di più vicino alla perfezione il maestro spagnolo abbia realizzato).

1964. LES PARAPLUIES DE CHERBOURG di Jacques Demy. Misconosciuto gioiello musical (interamente cantato): la trama elementare elevata allo stato dell’Arte grazie ad un lavoro magistrale e commovente su scenografie, luci, colori e movimenti di macchina.

1974. LA CONVERSAZIONE di Francis Ford Coppola. Forse il miglior Coppola di sempre (e stiamo parlando di uno che ha girato Il padrino – parte II e Apocalypse Now). Il sax di Gene Hackman, il lavoro sul suono, l’inizio, la fine lo rendono unico.

1976. TAXI DRIVER di Martin Scorsese. Niente da aggiungere.

1990. CUORE SELVAGGIO. Una delle Palme più discusse di sempre, fortemente voluta dal presidente Bertolucci. Un passo decisivo nella filmografia di uno dei più grandi autori viventi.

1994. PULP FICTION. Il film più importante degli anni ’90. E’ talmente grande che gli perdoniamo i milioni di epigoni post-tarantiniani.

1999. ROSETTA. I Dardenne hanno preso mille palme d’oro, le ultime non particolarmente meritate, ma Rosetta è cinema puro ed uno dei film più belli degli ultimi venti anni.