Ieri i giovani italiani sono tornati protagonisti dell’informazione nazionale. A chiamarli ancora una volta in causa è stato l’Istat con “La situazione del paese” contenuta nel suo rapporto annuale, che è l’ennesima preoccupante fotografia di un’Italia che continua a stringere la cinghia senza vedere la luce. Soprattutto, aumentano i giovani disoccupati.

Un rapporto ben riassunto dal servizio di La7

La maggior parte dei quotidiani sottolinea il record italiano dei disoccupati in età compresa tra i 15 e i 29 anni, che sono circa due milioni e mezzo. Un altro record europeo per l’Italia, solo che adesso i giovani disoccupati sono diventati anche sfiduciati (chissà perché?) finendo nella categoria definita Neet (Not in Education, Employment or Training). Quelli cioè che  non studiano e non lavorano. E magari non guardano la tv, non vanno al cinema, non fanno sport. Proprio come cantava Giovanni Lindo Ferretti una paio di decadi fa. Solo che adesso non si tratta certo di una formalità. Qui c’è di mezzo una generazione intera d’italiani.

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