Foto da Il Tirreno - Prato

Ci sono i familiari, gli amici, i vicini ed i conoscenti e poi ci sono quelle persone che non necessariamente fanno parte di una di queste categorie ma che rappresentano addirittura momenti della propria giornata, la cui presenza ti scandisce la vita. Paolo era questo per la nostra famiglia: un nonno della strada per le mie figlie e per diversi altri bambini della via. La mia giornata non iniziava e  non finiva senza una breve conversazione seduta sulla sedia in similpelle di fronte al banco.

Paolo Bettazzi era l’arrotino di via Firenzuola, quell’omone lungo lungo che guardava la via da uno specchietto proprio sopra la mola, che spacciava battute appoggiato allo stipite della sua vetrina, che tutti i bambini della via non potevano fare a meno di sentire un po’ il loro nonno. Un tipo che corrompevi con un pezzo di dolciume qualsiasi e che se gli dicevi ” ma me le potrebbe arrotare subito queste forbici?” rispondeva” guardi… minimo per domani sera.ora c’ho da fare”  e poi si metteva a gonfiare i palloncini o a far bolle di sapone  con il suo squadrone di mocciosi urlanti.
Addio coltellaio, addio arrotino, addio pezzo delle mie giornate.
La via sarà davvero triste senza di te.

 

Silvia Bacci

 

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