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L’arte. Eh sì, l’arte! E di quale arte parliamo? Dei capolavori del nostro Paese? Beh, noi abbiamo il tremila per cento del patrimonio artistico mondiale… Qui ci sono cave di Botticelli, miniere di Caravaggi, giacimenti di Raffaelli. Una ricchezza immensa. Perché l’arte è il nostro petrolio. E infatti abbiamo trivellato così tanto che i musei sono pieni di buchi

1) “Storia di un bene comune” è una produzione originale Festival delle Colline che andrà in scena stasera per la prima volta (Corte delle Sculture, 21,30, 5 euro). E’ lo spettacolo che forse più di ogni altro quest’anno, è legato allo slogan della 34esima edizione del festival: “Up Patriots to Arts” – “Alle arti patrioti”. Creare valore, aggiungendo creatività anche in un momento davvero poco felice come questo. Anche nel video promo.

2) “Storia di un bene comune” parla di cultura e di Italia, di cronaca, di musei, delle normali assurdità che tutti i giorni ci ritroviamo a leggere sui portali d’informazione; e ci chiede “se attraverso l’arte e la bellezza ci si possa riscoprire cittadini del nostro Paese. Oppure se l’arte è qualcosa da sfruttare economicamente”.

Un piccolo crocifisso di legno maldestramente acquistato dallo Stato diventa così il simbolo di un patrimonio culturale che non è più un diritto dei suoi abitanti ma è asservito alla logica del profitto. In un universo fatto di mostre, eventi, scoperte sensazionali, crolli e interessi privati, si agitano studiosi, politici, turisti, funzionari, guardiani, ecclesiastici, piazzisti, nababbi indiani e qualcuno che ha voglia di riprendersi ciò che gli appartiene.

3) “Storia di un bene comune” ha due padri che sono una garanzia di qualità: Rosaria Parretti e Peppe Voltarelli.
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Peppe Voltarelli (Cosenza 1969), vivente cantante autore di canzoni, con incursioni nel cinema e nel teatro (storica la collaborazione con Fulvio e Giancarlo Cauteruccio della compagnia Krypton). Fondatore e frontman per quindici anni del gruppo Il Parto delle Nuvole Pesanti con cui realizza sette dischi. Da solista, ha pubblicato “Distratto ma però” (2007), il bootleg “Duisburg Nantes Praga”, che è una denuncia contro la mafia, e “Ultima notte a Malà Strana” (2010) con cui vince la Targa Tenco come miglior album in dialetto, che Voltarelli ha poi dedicato al sindaco ambientalista di Pollica (Salerno), Angelo Vassallo, ucciso in un agguato mafioso.

Rosaria Parretti  inizia a scrivere per la radio nel 2005 una falsa trasmissione culturale per l’emittente fiorentina Controradio, dal titolo Un maledetto imbroglio, e un ciclo di racconti per RSI (Radio Svizzera Italiana), L’anima potente dei treni, con Mechi Cena. Nel 2006 passa in Rai, a Radio3, dove parte la collaborazione con Stefano Bollani e David Riondino per “Il Dottor Djembe”, lo show radiofonico del quale è autrice insieme ai due artisti e a Fosco d’Amelio. Sempre per Rai Tre, Rosaria Parretti è fra gli autori di “Sostiene Bollani”, che nel 2012 ha vinto il premio “Ideona” come miglior programma dell’anno e del quale si attende la nuova serie questo autunno, e di Neripoppins, lo show comico di Neri Marcorè andato in onda fra marzo e aprile 2013.

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