Com’è nato il progetto?

«Ho avuto l’onore di poter incidere un duetto nel mio primo album “Fabbricante di canzoni” con Sergio Endrigo dal titolo “Questo è amore”. Sono sempre stato legato alla sua figura di artista e di uomo, mi rivedo molto nella sua poliedricità, nel suo cambiare sempre pelle. Una sera a cena scherzando mi proposero di mettere su questo tributo: non presi sul serio subito la proposta, ma poi capii la reale importanza che questo progetto poteva avere e mi sono messo a studiare. Anche perché mi reputo più un narratore che un cantante»

Questo concerto ha debuttato a Fiesole l’anno scorso.

«Una serata straordinaria quella di Fiesole, il pubblico ha applaudito dal primo all’ultimo pezzo, abbiamo fatto quattro bis. Ciò vuol dire che questa musica continua ancora oggi ad emozionare. Ero accompagnato dall’orchestra de I nostri tempi di Firenze diretta da Edoardo Rosadini. Sono tutti ragazzi giovani appena usciti dal conservatorio e sono stati molti di loro a chiedere di poterci essere anche Prato: segno evidente che la musica di Endrigo piace anche agli orchestrali»

Cosa rende attuale oggi Sergio Endrigo.

«La potenza della melodia: abbiamo scelto un programma basato quasi esclusivamente sul suo repertorio anni ’60/’70 dove lui giocava e creava queste melodie stupende che sono arrivate fino ai giorni nostri. Tant’è che una canzone eterna come “Io che amo solo te” è una delle più eseguite ancora nei pianobar (ride ndr)».

Vedi dei punti in comune tra te ed Endrigo?

«La cosa che più mi avvicina a lui è sicuramente la voglia di esplorare nuovi mondi. Anche il mio interesse per la causa degli esuli istriani, fiumani e dalmati, mi lega ad Endrigo. Lui era di Pola e scappò via dalla sua città a 14 anni a seguito dell’annessione dell’Istria alla Jugoslavia di Tito: questa storia sarà al centro dello spettacolo che farò a Prato, con un lungo monologo degli italiani dell’Istria, come Sergio Endrigo, come Laura Antonelli, come Ottavio Missoni, e sarà seguita da una canzone che ho scritto che si chiama “Magazzino 18”, dedicata a questo luogo che c’è a Trieste dove sono contenuti tutti gli oggetti di vita quotidiana di quelli che scappavano da quelle zone. Ci sarà quindi spazio per questo argomento, tra l’altro centro del mio nuovo spettacolo che debutterà ad Ottobre, proprio a Trieste. Ci sarà spazio per altre mie canzoni, anche del mio ultimo lavoro “Album di Famiglia” che si rifà moltissimo alla lezione di Sergio Endrigo, e alla grande canzone d’autore italiana. Sia nelle melodie, che negli arrangiamenti».

Un ricordo che hai di Sergio Endrigo

«Averlo conosciuto è stata una fortuna per me. Mi ricordo un uomo divertentissimo: veniva considerato un musone, soltanto perché con i media non aveva grande dimestichezza, ma era capace di farti piangere dalle risate raccontandoti una barzelletta e farti piangere d’emozione due minuti dopo. Un personalità straordinaria che s’incontra poche volte nella vita. Lui teneva tantissimo al nostro duetto: fino agli ultimi giorni della sua vita ha chiesto di essere informato su come andava la canzone, se era piaciuta.Mi ricordo i suoi racconti sul Brasile, dove ha sempre avuto un grande successo: riempiva gli stadi, per intenderci, mentre in Italia era considerato uno dei tanti. ll coraggio di sfidare nuovi mercati, collaborando anche con artisti oltre oceano come Vinicius De Moraes o Josè Martì. La sua voglia di restare un artista libero, facendo anche collaborazioni coraggiose, come quella con Pasolini e Ungaretti, che hanno prestato i loro versi per le melodie di Sergio. La canzone che più mi lega a lui, che suonavo già durante i miei concerti è “Via Broletto 34”, una canzone splendida che racconta di un assassinio per amore».

Sarà presente anche Claudia Endrigo, figlia di Sergio. Che ne pensa di questo tuo omaggio?

«Siamo diventati molto amici io e Claudia. Mi consiglia sempre, è il mio angelo custode per quanto riguarda questo spettacolo. A Prato eseguiremo assieme 2 brani: “La rosa bianca” e “Altre Emozioni”. Faremo un’altra data assieme a Claudia, a fine Luglio, con l’orchestra sinfonica del Friuli al Folkest a Spirinbergo e sarà una serata speciale, perché verrà ripresa anche da Raiuno che ha voluto mettere un occhio di bue su questo nostro omaggio che stiamo portando avanti, per Sergio Endrigo».

7 Commenti

  1. Vergogna per Claudia, mentre Cristicchi e’ proprio un ignorante in materia istriana, geografica e storica!
    Vergogna per la figlia, la quale voglio ricordare come questo “vento” di odio e revanscista, al quale si e’ assocciata, cerca di impossessarsi di Endrigo, nostalgico, emigrante (Optarono nel 1947) definito spreggiativamente “un rosso” proprio da questa
    stessa corrente!

  2. Mi scuso se uso questo blog per rispondere a Claudia Endrigo, non riesco a quello dove ho ricevuto la sua risposta;

    Non ho messo la mia foto su Facebook? Ma veramente a che serve!? D’ altronde non e’ il mio forte mettermi in mostra! Infatti non ho mai chiesto a suo padre una foto insieme a lui, anche se lo frequentavo, insegnavo cantare in slavo prima di andare a Spalato e traducevo le sue letterine.
    Invece ne ho una sua foto con dedica e l’ intervista pubblicata su un giornale croato (la prima fatta a lui). Dunque credo di aver avuto modo di sapere come la pensava! E ne sapevo ancora prima, come era definito da questa corrente di revanscismo al quale si e’ assocciata. Non e’ nel mio tirare in ballo questioni private. Almeno non in certi contesti. E mi scuso che questa volta l’ ho fatto! Ma, non avendo mai parlato di lei…..
    En passant, non le {“l” minuscola, non per errore grammaticale) se adice il linguaggio usato! Un saluto e abbia un po’ piu’ di rispetto per le idee di suo padre!

  3. Cristicchi: “Canto l’immenso Endrigo e gli esuli istriani come lui”

    «Ho avuto l’onore di poter incidere un duetto nel mio primo album
    “Fabbricante di canzoni” con Sergio Endrigo ( …) Sono sempre stato
    legato alla sua figura di artista e di uomo, mi rivedo molto nella sua
    poliedricità, nel suo cambiare sempre pelle. (sic!) (….)

    Affabulatore, vergognoso, manipolatore della memoria e del nome di
    Sergio Endrigo! Quale “pelle avrebbe sempre cambiato”?! Ma gle l’ hanno
    detto come era definito dall’ organizzazione della quale il quale
    Cristicchi fa il “portabandiera” ?!
    Quello che mi ha fatto
    rabbrividire oggi, sentendo che nel suo lavoro “Magazzino 18” lo
    accompagna l’ eco di bambini con “..la (o nella) buca, la buca..”!
    Chiaro riferimento alle foibe, ma anche l’ insegnamento all’ odio!
    Complice la figlia di Endrigo.
    Permettendosi di snaturare l’ essere
    di Sergio Endrigo nelle cui canzoni “C’ era una volta una casa
    piccina…” e “Se i ragazzi del mondo si dessero la mano…” cantano
    tutt’ altro che quelli di Cristicchi!
    Osa il Cristicchi, mettersi sulle famigerati note di “Sea Pola xe l’ Arena, la foiba xe a Pisin…”

  4. Ci potresti linkare il blog dove hai ricevuto la risposta di Claudia Endrigo per favore? Grazie.

  5. Lorenzo, ti ho risposto ma non lo vedo che hai ricevuto… Forse in questo modo ci riesco. Giusto ieri sera andavo a cercare la risposta di Claudia. Non sono riuscito trovarla. Che non sia stata cancellata? Ho provato su Facebook, ma non mi e’ riuscito inserirmi. (?)
    Sono stato profondamente disgustato dalla figlia di Endrigo messasi cantare con Cristicchi che “Canta l’ immenso Endrigo”! E raccapriciante quello l’ eco dei bambini in questo spettacolo. Cantano tutt’ altro che quelli nella canzone “C’ era una casa tanto piccina..” e “Se tutti i ragazzi del mondo, si dessero la mano…”. Quest’ ultima cantata anche all’ Arena di Pola. Un cordiale saluto!

  6. P.s. Scusa! Qualche errore nel condizionale o grammaticale lo faccio sempre. Parlando il dialetto istriano…;E’ raccapricciante sentire l’ eco dei bambini…

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