Il film della settimana è MONSTERS UNIVERSITY. Monsters & Co era senza troppi giri di parole un capolavoro, nonché il miglior film di animazione degli ultimi 20 anni. Diciamo subito che questo non è uno dei rarissimi casi – giusto Il Padrino parte II, Demoni 2, Toy Story 3 per rimanere nell’ambito e pochi altri – in cui il sequel supera l’originale. Però non è nemmeno un delirio senza senso tipo Cars 2, che pareva uno spin off straight-to-video del primo. E’ un film di genere molto divertente e soprattutto ritmatissimo che non potendo competere col primo quanto a originalità del soggetto e delle trovate, va sul sicuro riallacciandosi ad un filone ben preciso, il college movie. Che dopo il grande successo negli anni 80 – col capolavoro Animal House, citatissimo e tutti i vari epigoni con nerd e porkys assortiti – ha avuto un ritorno di fiamma proprio negli ultimi anni. Insomma, Monsters University è un prequel pensato per grandi e piccini, con momenti veramente spassosi, in cui ritroviamo giovani tutti i mostri del primo capitolo, alle prese con l’università degli spaventatori. I genitori godranno in modo particolare dopo cartoni animati francesi insulsi e scarti assortiti.

Da vedere anche il piccolo film THE PURGE – LA NOTTE DEL GIUDIZIO, un thriller distopico. Costato 3 milioni di dollari – un’inezia per gli standard americani – ne ha incassati 70 in 3 giorni. L’idea di base è abbastanza delirante da farcelo amare: “Nel 2022, gli Stati Uniti sono una nazione rinnovata, governata dai Nuovi Padri fondatori dell’America. Per mantenere i tassi di criminalità e disoccupazione bassi, il governo ha istituito un periodo annuale, di dodici ore, chiamato “La Purificazione”, durante il quale tutte le attività criminali, tra cui l’omicidio, diventano legali.” Si aggiunga la componente sociologica, con il riccone di turno assediato nel suo superbunker dai purificatori che vogliono fargli la festa in nome del proletariato che muore per le strade. Non tutto quadra e Ethan Hawke continua a sembrarci un attore del cazzo, ma il film è l’ennesima dimostrazione che col cinema di genere si fa politica meglio che con la pornografica adesione al realismo da fiction dei Ken Loach di serie B di tutto il mondo.

WOLVERINE : L’IMMORTALE. Prendere o lasciare. Per chi scrive una rottura di coglioni come il 90 percento dei Cinecomics, i fan della Marvel sono divisi. Doveva farlo Aronofsky e forse sarebbe stato più delirante. Lo ha fatto James Mangold che è tutto sommato un onesto mestierante. Il problema è che questi sono film che raramente escono dal seminato, sotto il controllo totale degli studios. I truzzi gradiranno comunque: c’è di mezzo pure la bomba atomica.

DRIFT è tipo l’Almost famous del surf. Quella roba nostalgica, sdolcinata, epica alla Cameron Crowe con un fotografo surfista hippy (esiste nulla di più hipster) che incontra due surfisti australiani che cambieranno per sempre l’industria del surf. Molto belli i set australiani, con le riprese acquatiche curate da una seconda unità specialista nel surf. Ragazze avvertite, i surfisti sono tutti fighi e soprattutto surfisti.

BODY LANGUAGE è di quel filone incomprensibile agli over 20 con la gente che balla col montaggio videoclipparo e musica hip hop e tanta enfasi. Tipo lo Step Up dei poveri visto che è olandese. Protagonisti questi ballerini provenienti da diverse crew di olandesi un po’ meno bellocci, ma ugualmente bravi dei colleghi americani che vanno a New York per spaccare i culi a un contest di danza. E li spaccheranno. Solo per MTV addicted.

Commedia scorretta sul filone di Come ammazzare il capo e vivere felici, fortemente voluta dai produttori di Ted, IO SONO TU parla di una pazza, la cicciotta Melissa MacCarthy, che ruba identità e carta di credito all’uomo d’affari Jason Bateman. Per compulsive dello shopping e amanti della commedia american parolacciara ma non troppo