Il film della Settimana è MOEBIUS di Kim Ki Duk. Che non arriva a Prato perché è distribuito in un paio di sale in tutt’Italia. Presentato fuori concorso a Venezia è un delirante comedy drama con una mamma che vuole tagliare il pisello al babbo, ma non riuscendoci lo taglia al figlio. Riflessione sui rapporti tra famiglia e sessualità un po’ manierista, senza parole e quindi con diverse forzature visti i moccoli che uno tirerebbe in una situazione del genere, molto splatter, meno riuscito del precedente Pietà, dà l’impressione che il coreano abbia dato il meglio di sé nella prima parte della carriera (da Crocodile a La Samaritana), ma è comunque cinema da difendere e ammirare per la capacità di osare che ci dà occasione per riflettere, nuovamente, sul poco coraggio del cinema italiano di oggi. E pensare che un tempo dal L’Ultima Donna di Ferreri con Depardieu che si evirava con un coltello elettrico da cucina fino ai poliziotti più trucidi tipo La mano violenta della legge, passando per Pasolini e Cavallone certi eccessi erano il pane quotidiano.

A proposito di coraggio da Venezia arriva L’INTREPIDO, il nuovo film di Gianni Amelio. Fischiatissimo dalla critica giovane internazionale per l’approccio estremamente retorico e desueto alla tematica della crisi e della precarietà, è piaciuto per gli stessi motivi ai nostri critici istituzionalizzati (Maltese, Detassis etc etc). Una commedia amara, che vorrebbe essere chapliniana e ha il merito soprattutto di restituire un Albanese finalmente convincente, ma rischia di fare incazzare come le bisce i cinefili più rigorosi con improbabili citazioni e battute terribili tipo “Io tifo per i tifosi” o “Non c’è niente di meglio che tenere un libro in mano”. Amelio non azzecca un film da quindici anni, ma è sicuro che a qualche over 50 abbonato a Repubblica il film piacerà comunque.

Su le mani truzzi! Ritorna Riddick, al terzo capitolo della saga di Riddick dopo Pitch Black e The Chronicles of Riddick intitolato: RIDDICK. Con un Vin Diesel sempre più monoespressivo e pertanto efficacissimo. Il film com’è? Riassumibile con alcuni versi di una celebre poesia del futurista Marinetti:

Ogni 5 secondi cannoni da assedio sventrare
spazio con un accordo tam-tuuumb
ammutinamento di 500 echi per azzannarlo
sminuzzarlo sparpagliarlo all’infinito
Nel centro di quei tam-tuumb
spiaccicati (ampiezza 50 chilometri quadrati)
balzare scoppi tagli pungi batterie tiro
rapido Violenza ferocia regolarità questo
basso grave scandere gli strani folli agita-
tissimi acuti della battaglia Furia affanno
orecchie occhi
narici aperti attenti
forza che gioia vedere udire fiutare tutto
tutto taratatatata delle mitragliatrici strillare
a perdifiato sotto morsi schiaffi traak-
traack frustare pic-pac-pum-tumb bizz-
zzarie salti altezza 200m. della fucileria
vampe vampe vampe”

Arriva nelle sale COMIC MOVIE, anche noto come Movie 43, un film a suo modo già mitologico. Film corale, girato da vari registi e composto di 16 episodi, con un cast all star tra cui Halle Berry, Richard Gere, Hugh Jackman, Emma Stone, Naomi Watts, Kate Winslet e Uma Thurman impegnati in scenette demenziali e volgari, ha raggiunto in pochi giorni lo status di “Film comico più brutto di tutti i tempi”, con una media voto critica mondiale pazzesca. Fortemente voluto dai fratelli Farrelly, anni fa sulla cresta dell’onda con Tutti pazzi per Mary e oggi sono un po’ lontani dai riflettori, pur avendo continuato a produrre film dignitosi tipo Libera Uscita continuando a inseguire l’idea di una commedia tutto sommato classica riletta con punte di eccesso e demenza. Probabile che tra qualche anno la bruttezza oggettiva del film conquisterà i suoi fan, probabile che oggi uscirete dal cinema convinti di aver buttato via 8 euro.

Se vi piace la robaccia retorica tipo i film americani di Muccino non perdetevi IL MONDO DI ARTHUR NEWMAN: storia edificante, declino e ascesa di un uomo, buoni sentimenti, road movie all’insegna – sempre e comunque – del sogno americano. Colin Firth e Emily Blunt reggono in piedi il film con la consueta bravura.

Continua con inspiegabile successo l’inspiegabile abitudine dei concerti musicali al cinema, spesso in 3d per avere una piena visuale del manico della chitarra o l’illusione che Robbie Williams esca dallo schermo per leccarvi. ONE DIRECTION : THIS IS US è il film-concerto degli One Direction, vivamente consigliato pertanto alle fan degli One direction, che potranno godere della magia del 4k per carpire ogni singolo capello dei ciuffi dei loro idoli e fortemente sconsigliato al resto del mondo. Non è cinema, non è musica, This is us.