Il film della settimana è CATTIVISSIMO ME 2, straordinario successo negli Usa, commedia travolgente per ritmo e umorismo. Meno sentimento rispetto al buon primo capitolo nonostante l’amore, più azione, più spazio ai Minion, gli ometti gialli irresistibili. Prodotto come il primo film da uno studio francese coi soldi americani, mentre noi continuiamo a investire soldi statali su Pinocchi tristissimi per un pubblico di sessantenni e gladiatori coatti per decerebrati di tutte le età, ha fatto il culo ai colossi Pixar e Dreamworks, grazie a una formula certo meno raffinata, più ruffiana (in particolare nell’uso delle musiche), ma di sicuro effetto. Maledetti francesi. Purtroppo la versione italiana è ancora vessata dalla insostenibili voce di Max Giusti che doppia il protagonista Gru (nell’originale è Steve Carrell), ma se avete bimbi – e anche se non li avete – guardatelo. Col 3D è come salire sulle giostre.

Su ASPIRANTE VEDOVO, remake del film Il vedovo, con De Luigi al posto di Sordi, la Litizzetto al posto di Franca Valeri e Massimo Venier, regista di “capolavori” come Mi fido di te, con Ale e Franz e Generazione mille eur” al posto di Dino Risi stendiamo un velo pietoso. Qualunquismo al posto del lucido sarcasmo dell’originale, mancanza di ritmo, di cattiveria, di brio, di una qualsiasi soluzione registica per una fiction che incarna tutto il peggio del recente cinema italiano e che ha in più l’arroganza di confrontarsi con la migliore commedia all’italiana. Pessimo.

Il giovane James Wan (che aveva diretto Saw ed era in sala poco tempo fa con L’evocazione – The Conjuring) è nome sempre più acclamato del new horror (sottogenere: case stregate) fatto di zompi sulla sedia, rumori assordanti e fantasmi vari. Il suo nuovo film nelle sale INSIDIOUS 2, sequel dell’Insidious 1 che non era affatto male è a sua volta un buon horror, ben girato, efficace, alterna piani sequenza e sequenze sincopate ed è consigliato agli appassionati del genere, cinefili e non. Certo chiedere novità nell’ambito è durissima, ma almeno ci si diverte.

Il GLORIA al cinema non è purtroppo il bellissimo film di Cassavetes con la Rowland riproposto nelle sale, ma un film cileno intimista su una ultracinquantenne in crisi (consigliatissimo alle ultracinquantenni in crisi), prodotto dal grande Pablo Larrain (Tony Manero, Post Mortem), che guarda un po’ alle introspezioni di Interiors di Allen senza lo stesso acume, ma restituisce sinceri pezzi di vita ben interpretati e qualche buon momento di cinema.