Vasco Rossi – Cambia-Menti

Analizzare una canzone di Vasco è sempre controproducente. Da una parte c’è chi il Rossi non l’ha mai sopportato, dall’altra chi lo ritiene un dio. Bene, mettiamo da parte i pregiudizi e commentiamo. Vasco è diventato quello che è, perché rappresenta il “maledetto” di provincia. Quel personaggio contro tutto e tutti, che va alle feste e fa tardi la sera, si droga, beve e che possiamo tutti, che però ha un cuore grande e scrive belle canzoni d’amore. Un personaggio che forse possiamo ritrovare tutti nel quartiere dove abitiamo. Per questo ha funzionato e funziona, ha raccontato in maniera sua per tanti anni un disagio giovanile, diventando “LA” rockstar italiana. Gli anni passano, i sessanta ormai sono superati e rimangono soltanto le cicatrici di una vissuta sempre al top, sempre in prima posizione nelle classifiche. Io ho apprezzato i dischi di Vasco fino a “Gli spari sopra”, poi è iniziato il declino, ma comunque rispetto quello che ha fatto, gli va reso il merito di aver aggregato attorno a sé milioni di persone. Questo nuovo pezzo “Cambia-Menti” è inutile, non aggiunge nulla di nuovo, è una lista della spesa di un uomo di 60 anni che dispensa consigli, una ballata blues col solito assolo di Solieri, rime banali, ma non è mai stato un asso in questo. “Si può cambiare solo se stessi, sembra poco ma se ci riuscissi, faresti la rivoluzione”: preferisco sempre e comunque il Vasco senza risposte che snocciola dubbi, che il Vasco “babbo” donatore di consigli (abbastanza banali). Vasco, fai l’autore: l’ultima canzone che hai scritto per Patty Pravo, “La Luna”, era bellissima, continua a fare concerti, se vuoi, ma basta canzoni, via.

Jake la Furia – Gli Anni D’oro

Se non ci bastassero i nostalgici degli anni 60/70, quelli di “come eravamo belli e bravi noi”, adesso arrivano i nostalgici degli anni 90, degli “anni d’oro”.  E il simbolo di questi anni è Max Pezzali (anche lui ripercorre la descrizione che ho fatto del provinciale Vasco sopra, soltanto più sfigato). Basta, non se ne può più di questo elogio al “vivevo senza il cellulare”, “guardavo Mazinga Zeta alla tv”, “ora i tempi son cambiati, facevamo i graffiti”, per finire con un ritornello che riprende la celebre “Gli anni” (che ha già depresso migliaia di ragazzini) cantando: “Gli anno d’oro del grande Milan, gli anni di Van Baste e VAN DAM”. Van Dam, ma davvero abbiamo bisogno di tutto questo?

Emma Marrone – L’amore non mi basta

Emma Marrone c’è rimasta sotto dal matrimonio di Belen col suo ex, via va detto. La “Gianna Nannini degli anni zero” in questo video è smostrata, e cavalca il grande “ma poverina!” che si porta dietro da quando il ballerino (di cui non ricordo il nome) l’ha mollata per mettersi e poi sposarsi con la Rodriguez (chiamalo scemo). “L’amore non mi basta” (facile, dirlo ora eh…): un po’ Verve nel video, quando va a sbattere per la strada contro i passanti, un po’ rock, mentre canta in un club con tutti ragazzi pettinati e truccati perfettamente che alzano le mani a tempo, un po’ truccata male (Emma, c’hai truccato solo un occhio, se non te l’ha detto ancora nessuno). Per favore, questo video non si guarda. Però come ammette lei “dal dolore si può guarire, ma anche scrivere canzoni”: ecco Emma, visto che tu ci soffri, almeno tira su qualche euro, via.

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