“La più grande storia mai raccontata, la più grande musica mai scritta” E’ questa la frase che accompagna la presentazione di Spears, the gospel according to Britney, il musical sulla storia di Gesù Cristo raccontata attraverso le canzoni di Britney Spears in produzione a New York dopo essere stato in scena la scorsa primavera alla Columbia University.

Se quella riportata da Hypable vi sembra un’idea completamente sballata, sappiate che il creatore di tutta la faccenda, Patrick Blute, promette invece di spiegare come questi due mondi (la storia di Gesù Cristo e la musica di Britney Spears) possono incontrarsi e funzionare anche parecchio bene. E che di mezzo c’è un discorso preciso.

These are Britney’s lyrics. These are Jesus Christ’s images. The Britney Spears you see is not Britney Spears. Remember that. The Jesus Christ you read is not Jesus Christ. These are manifestations. Accounts through the media, through the words of followers, of friends, of foes, of villains, of heroes, of liars, of biases. It’s a falsehood that people believe fame and fortune create happiness. That all ‘deaths’ receive a resurrection. I hope this project will show you otherwise through the power of listening and the power of forgiveness. Special thanks to all involved in this production.

Quel che sappiamo è che la campagna di finanziamento lanciata nel 2012 su kickstarter ha raggiunto in poco tempo l’obbiettivo prefissato. E che il musical è andato prontamente in scena con un discreto successo. Ma a noi, sull’operazione tutta e anche sulla frase “la più grande musica mai scritta”, qualche dubbio rimane. Nessun dubbio invece sul fatto che sia un progetto di marketing vincente.

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