In un articolo comparso oggi sul Giornale, Monica Castro, il consigliere comunale di Calenzano (Pdl) che si spogliò per protesta contro il Governo Monti, rilancia la propria ricetta contro l’illegalità cinese: assumere una certa percentuale di lavoratori italiani nelle aziende cinesi. Un’idea già lanciata nel 201o e respinta con forza dal sindaco Cenni.

Nell’articolo Monica Castro spiega:

Non so se si può prendere una decisione del genere a livello locale o regionale ma sicuramente il sindaco potrebbe fare pressioni sul governo per far approvare una norma del genere anche in Italia. Per Prato sarebbe importantissimo, del resto non possiamo continuare a contare all’infinito sugli ammortizzatori sociali. Prima o poi finiranno e la sensazione è che la città non sia in grado di assorbire tutti coloro che hanno perso il lavoro. Ci sarebbero vantaggi anche per lo Stato, perché diminuirebbe l’incidenza degli ammortizzatori sociali e sarebbe più facile fare controlli. I sindacati avrebbero più facilità ad aprirsi un varco in quel mondo sommerso, con maggiori garanzie per tutti i lavoratori, anche cinesi.

Nel 2010, riporta il Corriere, il sindaco Cenni rispose:

Noi non siamo la Cina. Siamo un Paese liberale e vogliamo continuare a esserlo. Ed è per questo è difficile approvare norme che non sono uguali per tutti. Però stiamo lavorando al problema. Ho consegnato al ministro Sacconi un documento per facilitare le assunzioni nelle aziende italiane di extracomunitari e nelle imprese extracomunitarie di italiani con minori contributi all’ingresso. Non ci sarebbe un disequilibrio e si favorirebbe l’integrazione. Anche perché, purtroppo, molte aziende cinesi calpestano i diritti dei lavoratori.

Leggi tutto l’articolo del Giornale.

Il video di una delle proteste del consigliere Monica Castro.

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