BTO, Buy Tourism Online. Letteralmente “acquistare turismo sulla rete”. Si è appena conclusa l’affollatissima l’edizione 2013 della Borsa del turismo sul web che riunisce i maggiori attori nazionali e internazionali del settore. La manifestazione che nei giorni scorsi ha animato la vicina Firenze ha registrato molte presenze in più rispetto allo scorso anno, fra gestori di strutture e agenzie di promozione turistica, blogger, nuovi imprenditori dell’economia del viaggio. Le tendenze del travel 2.0 si sono incontrate e confrontate.

BTO si è aperta con i numeri del turismo in Toscana e con le previsioni per i prossimi anni. La Toscana, da sempre meta per eccellenza, regge bene alla crisi ma solo grazie alle presenze estere. Addirittura in crescita alcuni mercati come il Brasile, la Russia, la Cina e l’India (i cosiddetti BRIC) che rappresentano la sfida su cui puntare nel medio termine.

Ma mentre Google si prepara a esportare il made in Italy, cosa è diventato indispensabile offrire al viaggiatore 2.0? Tra le migliaia di parole chiave ascoltate in questi giorni ne abbiamo estrapolate alcune, qualche strumento per cavalcare l’onda del turismo futuro. O almeno salirci.

Visual storytravelling.

Chi non ha mai spedito una cartolina? Una bella immagine che faccia venir voglia a chi la riceve di visitare il posto. Il meccanismo è lo stesso, solo che adesso la cartolina è digitale, veloce e condivisa. E quando le cartoline diventano un racconto il gioco è fatto. Ecco che spopolano blog tour, passeggiate fotografiche, intere campagne promozionali realizzate grazie alla narrazione digitale dei viaggiatori che rimbalza sui social (come nel caso della regione Puglia con #mypugliaexperience) Strumenti di marketing territoriale a basso costo e alto rendimento.

Sharing economy

I nuovi viaggiatori (e non chiamateli turisti!) vogliono un’esperienza unica. Il viaggio non è solo la visita di un luogo ma è conoscere che lo vive, entrare in una comunità, sentirsi parte di quel mondo almeno per un po’. Si cerca uno scambio, di opinioni, interessi … di casa, di divano. La nuova frontiera del viaggio per molti sta qui, nella condivisione. Neal Gorenflo, co fondatore del magazine Shareable, nel suo interessante intervento ha suggerito agli operatori turistici molte idee per sfruttare questa nuova tendenza. Già note ormai da qualche anno piattaforme che mettono in diretto contatto l’utente con l’oggetto della condivisione. Airb&b e BlaBlaCar sono solo degli esempi.

Destination reputation

Sul web anche i luoghi hanno una reputazione. E’ l’insieme di tutte le informazioni condivise dagli utenti in rete, prima durante e dopo un’esperienza di viaggio. Recensioni, immagini, diari che diventano impressioni per il visitatore successivo. Basti pensare che nel 78% dei casi, quando si cercano in rete informazioni per una vacanza, la meta non l’abbiamo ancora definita e ciò che si trova può indirizzare la scelta verso un luogo o un altro. Per gli operatori diventa quindi fondamentale ascoltare queste voci e farne tesoro. Tanti i territori che si stanno già attrezzando in questo senso. Parigi, ad esempio, sta mappando le rotte preferite in città grazie ai check in di Foursquare.

Under 35

Una incoraggiante presenza in BTO è stata quella degli under 35, davvero tantissimi. E del resto tante sono le start up che nascono in questo settore, abbracciando anche il mondo della cultura e dell’enogastronomia. Abbiamo chiesto anche a loro qualche parola chiave per le sfide future: “Coraggio, e rapporti umani – ci dicono due ragazze del social media team che ha diffuso l’evento sui principali network – il coraggio per affrontare le idee nuove e supportarle, anche online. E poi il ”rapporto umano”, perché con tutte le tecnologie digitali si può avere paura che le relazioni vadano a perdersi, in realtà c’è più opportunità per crearne di nuove e inaspettate”

Quindi, cari viaggiatori 2.0, unitevi e moltiplicatevi. A quanto pare siete la leva della nuova economia.

 

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