Dopo un dicembre caratterizzato da cazzatoni italiani a raffica, blockbuster d’animazione più o meno privi di brio e film da festival più o meno grigi e tristi a gennaio, come di consuetudine ormai, arrivano gli americani coi filmoni a farci tirare un sospiro di sollievo.

AMERICAN HUSTLE è il film della settimana. Il regista, David o’ Russell, aveva già dato prova di essere un ottimo direttore d’attori negli altrimenti convenzionali The Fighter e Il lato positivo. Non è un autore creativo e capace di stupire con la mdp come Scorsese o James Gray (prestissimo i loro nuovi film), ma un buon artigiano armato di steadycam capace di sfornare solidi “film di attoroni”, un genere che da sempre sbanca i botteghini. E nel nuovo film, ricostruzione accurata di uno dei più grossi scandali americani degli anni 70, lo scandalo “Abscam”, ha a disposizione una squadra di attori coi controcazzi: Jeremy Renner, l’unico non diretto in precedenza, Christian Bale camuffato, la bravissima Amy Adams con abiti sexy da infarto, Bradley Cooper, De Niro e Jennifer Lawrence nell’ennesima riprova del suo talento cristallino.

Poi oh, logico che se siete fanatici di manga e cartoni animati giapponesi il vostro film della settimana sarà CAPITAN HARLOCK, il film in computer grafica e 3D high tech di Shinji Aramaki tratto dal celebre manga di Leji Matsumoto. Con il look di Harlock più o meno invariato, ma più di una variazione sul tema rispetto al cartone e un afflato epico che guarda a Guerre Stellari. I non adepti rischiano di rompersi un po’ i coglioni, i fan del cartone corrano in sala.

Arriva con locandina al solito orribile la commedia italiana UN BOSS IN SALOTTO di Luca Miniero. Quello di Benvenuti al sud, al Nord etc etc, lo specialista delle lotte tra stereotipi italici viventi. Qui ancora nord italia vs sud, Trentino (ma quanti soldi smazza la film commission del Trentino?) vs camorra, Argentero vs il malavitoso Papaleo (meriterebbe di più, lo aspettamo a gloria nel nuovo film di Ciprì) e la Cortellesi nel mezzo che si chiama Carmela e si fa chiamare Cristina cambiando dialetto e abitudini. E’ al solito cinema di attori e di sceneggiatura, come molta della nostra commedia all’italiana. Ma con molto meno senso oggi perché la Cortellesi con tutta la buona volontà non è Monica Vitti e Argentero con tutta la buona volontà è l’ennesimo raccattato della tv e Miniero e la collaboratrice Pontremoli, che pure ha collaborato al Caimano e Habemus Papam, non sono Monicelli e la Suso Cecchi d’Amico. Certo alcuni critici misureranno i passi avanti rispetto alla commedia scorreggiona natalizia dal numero inferiore di peti e doppi sensi, ma ci siamo rotti i coglioni di accontentarsi.

Lee Daniels, regista gay e nero di Precious, torna con BUTLER – UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA. Kolossal afroamericano, altro film di attoroni con Whitaker in odore di secondo oscar che fa il maggiordomo del presidente per svariati mandati, Jane Fonda, John Cusack, la Redgrave e vari vip americani da Lenny Kravitz a Oprah Winfrey. Monologhi a effetto, retorica a palate, dopo un po’ tra un evento storico e l’altro sullo sfondo ci si rompe pure un po’ i coglioni come in quasi tutti i biopic. Tra questo e American Hustle vi consigliamo sicuramente il secondo.

Non potevano mancare i francesi, con MOLIERE IN BICICLETTA che manderà in brodo di giuggiole il pubblico piccolo borghese con un (per noi) estenuante, garbato – e vagamente imbarazzante (sempre per noi) – giochino meta testuale sul Misantropo di Moliere, fortemente voluto dall’attore Fabrice Luchini che gigioneggia a più non posso.

Ancora film d’animazione: IL CASTELLO MAGICO è opera di uno studio d’animazione belga, che dopo Le avventure di Sammy 1 e 2, bruttini, compie un salto verso la dignità e l’intrattenimento standard per i più piccoli.

PIOVONO POLPETTE 2 è un sequel che si mantiene sulla stessa linea d’onda del primo, non esaltante capitolo. Più action, meno bambinesco del suddetto castello. Però insomma.

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