Irene, bionda, minuta, pratese “acquisita”, occhiali dalla montatura fashion (forse anche perchè recentemente protagonista di uno spot di una nota marca di ottica?)… da anni cantante di una delle realtà musicali più attive e longeve di Prato: gli Antidotum Tarantulae. Che musica facciano, inutile specificarlo. Celebrano l’adagio di cui anche Blebla, “mezzo pratese, mezzo terrone”, si è fatto testimonial. Gliè trendanni che stanno a Prade. Sono strepitosi… se non li avete mai visti, vedeteli. Noi intanto ve li presentiamo così.

Irene, per l’appunto: presentati, e poi presentaci gli Antidotum Tarantulae.

“C’era una volta… un re! (una regina nel mio caso) diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.” Il buon Collodi mi perdoni per la citazione. Ecco, diciamo che io sono di un materiale abbastanza duro, anche se altamente lavorabile e con ottime potenzialità di resa finale. Come musicista e teatrante, s’intende. Gli Antidotum Tarantulae, invece, sono un gruppo di musicisti con grande tecnica e creatività che da ormai 13 anni fanno parte della mia vita artistica e personale. Credo che proprio la complicità e l’amicizia che ci lega sia una delle forze portanti di questa band particolare, che continua ad esistere nonostante le difficoltà del momento culturale e le distanze spaziali che ci separano”.

Qual è la vostra routine di band, al momento? Dove provate? Quanto? E quante date riuscite a fare?

“In realtà non abbiamo mai avuto una routine di band, neanche all’inizio della nostra lunga avventura. Dopotutto la routine uccide i rapporti, si sa. Ci piace stupirci ogni volta. Certo abbiamo studiato e lavorato a lungo sul nostro repertorio (infatti abbiamo prodotto ben due cd) e ci siamo impegnati nel renderlo vario e personale mantenendo un contatto con la tradizione della musica folk che eseguiamo. Attualmente, con alcuni degli elementi sparsi per la bella Europa, ci troviamo a provare nei posti più disparati, approfittando dell’occasione per ritrovarsi e divertirsi anche al di là della musica. Abbiamo sempre suonato ogni anno da 13 anni senza pause, anche se da un paio di anni, come il resto del mondo (culturale e non), anche noi risentiamo della crisi generale. In estate e durante le festività suoniamo spesso anche perché i “figli” lontani tornano a casa o comunque noi stanziali abbiamo la possibilità di spostarci all’estero più tranquillamente”.

Ci racconti il vostro ultimo concerto? E… il vostro prossimo?

“L’ultimo concerto per me è indimenticabile , perché eravamo tutti riuniti, esteri compresi, come non capitava da mesi, ed inoltre è stata una delle ultime volte che ho avuto l’occasione di stare in un contesto musicale e gioioso con un carissimo amico, mio e del gruppo stesso, musicista d’eccezione recentemente scomparso: Davide Lufrano Chaves. Uno dei concerti che rimarrà nel mio cuore. Il prossimo è adesso, oggi, questa sera a Pistoia al Pianeta Mèlos alle ore 22 con la band al completo, quindi assolutamente da non perdere”.

Qual è il vostro rapporto con Prato? Puoi dirci un pregio e un difetto della nostra città?

“I primi anni abbiamo lavorato molto sul territorio pratese e devo dire con grande soddisfazione, e grande freddo, quando suonavamo per le strade del centro durante le festività natalizie. Poi, come in una coppia un po’ troppo abituata a se stessa, ci siamo allontanati per cercare fuori altre realtà, alcune splendide per stravaganza e accoglienza, altre meno attraenti ma che ricorderemo sicuramente. Ma si sa, poi si torna sempre volentieri a casa propria, almeno un paio di volte all’anno. Personalmente credo, da pratese acquisita, che questa città abbia delle potenzialità nascoste incredibili, il problema è che spesso rimangono nascoste per mancanza di spinta interiore o di sostegno esterno. Ho creduto molto in questa città, da un paio di anni ci credo un po’ meno, effettivamente. Ma vedo che molte cose iniziano a muoversi nella direzione giusta. Infatti sono ancora qui”.

Quanto conta la componente teatrale nella vostra band?

“Molto, anche se spesso è totalmente casuale. Siamo tutti dei gran personaggi, anche nella vita. E sul palco l’unione di questi strani caratteri rende il concerto un vero spettacolo, musicale e umano”.

E delle altre tue attività ti va di raccontarci qualcosa?

“Come tutti gli artisti un po’ precari del momento, ho tante, tantissime attività in corso d’opera, musicali, teatrali e cinematografiche. Da 4 anni ho il piacere di lavorare come docente e regista di una scuola di teatro a Colle Val d’Elsa, gestita dalla compagnia teatrale di cui faccio parte, fondata da Alessandro Scavone, Teatro Riflesso. Per l’anno nuovo abbiamo 2 nuove produzioni in allestimento che verranno presentate a breve. Sul lato cinematografico insieme al film-maker Alberto Vianello stiamo lavorando su una piccola casa di produzione molto originale, che farà parlare di sé, la “IA- Intelligenze Artificiali Produzioni”. E poi una tournée europea per gli Antidotum Tarantulae. E ho detto tutto!”.

Vuoi chiudere con augurio per il 2014 per i lettori di RidottOperatori?

“Lettori carissimi, fate un primo passo per rendere il vostro 2014 meraviglioso. Venite al Pianeta Mèlos a Pistoia questa sera a vedere Antidotum Tarantulae. Musica, danza, amici, tanta gente felice e un po’ alticcia forse, ma che bel posto è il mondo quando il mondo è così. Io vi aspetto lì”.

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