Ho una mia personale idea di quanto possa influire sulla qualità della vita di una città la presenza di sale cinematografiche all’interno delle proprie mura.

Parlo di cinema veri, naturalmente. Di quelli inseriti nel tessuto culturale e sociale cittadino, senza posti numerati come i parcheggi né pubblicità di yogurt o automobili prima della proiezione. Quelli in cui esci dalla stessa porta da cui sei entrato e non vieni cortesemente pregato di abbandonare la sala a fine spettacolo. Ritualità a cui tutti ci stiamo più o meno ormai abituando, grazie all’esplosione di multisale anonime e alienanti, votate al consumo più che alla qualità e costruite nei luoghi della vecchia provincia agricola.

In contemporanea alla progressiva apertura di multiplex, anche il Cineclub Mabuse avviava, con ben altre idee di cinema, la sua attività (era il 1998) proprio al Borsi, prima e storica sala d’essai della città di Prato, nella quale (e potete chiedere conferma a chiunque nel settore) si sono formate intere generazioni di cinefili pratesi.

L’orgoglio di essere ospitati in quella sala è da sempre stato per noi indescrivibile, fino a questi ultimi anni, nei quali abbiamo programmato (con difficoltà sempre maggiori) un calendario di proiezioni di pellicole del passato e di opere di grandi autori. Senza interruzione da 16 anni.

Non credo sia difficile immaginare la nostra delusione e il nostro sconforto per la chiusura del Borsi. Una sospensione che si annuncia temporanea ma che è segno dei tempi che cambiano e di un ciclo (quello della pellicola) che si chiude. Il passaggio alle proiezioni digitali è stato il colpo di grazia per la vecchia gestione del cinema che non se l’è sentita di investire cifre così alte (si parla di decine di migliaia di euro) per continuare la programmazione.

Per il momento abbiamo spostato la nostra attività di cineclub solo a Pistoia, nel canonico giorno del lunedì. Non ci è mai neppure passato per la testa di cercare un altro luogo per le nostre proiezioni pratesi, invece. Per due ragioni: perchè sentiamo il Borsi come la nostra casa in città (e quindi insostituibile) e sopratutto perché crediamo in quella sala anche per il futuro.

È lì che vogliamo tornare ad investire un nostro sempre maggiore impegno per una programmazione di cinema di qualità che faccia bene al Borsi e alla città intera.

Filippo Bardazzi
Presidente del Mabuse Cineclub

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