“A cosa stai pensando?”: che il social network più famoso al mondo oggi compie 10 anni. “A cosa stai pensando?” è la domanda che più spesso, da qualche anno a questa parte ci viene posta ogni giorno.

Il profilo greco era sinonimo di bellezza paragonabile agi dei greci, il profilo facebook è una cosa che hanno tutti, dai bambini ai nonni.

“Far poesie è come far l’amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa” diceva Pavese. Su Facebook le condivisioni sono segnalate da un piccolo numerino a destra del post.

Postare” non significa “consegnare la posta” ma pubblicare un post sulla tua bacheca, che non è più quella degli annunci che magari trovavi all’università, anche se a volte ci puoi trovare le offese al professore di filosofia, come su quella con le puntine dell’università.

I Beatles sono il primo gruppo assieme Elvis ad avere le prime “fans” urlatrici: quelle che si strappavano i capelli e svenivano ai concerti se solo lo sguardo del proprio idolo le sfiorava. Oggi i fan non sono per forza persone che ammirano la persona che “seguono”, anzi, a volte sono loro fan soltanto per criticarle in maniera distruttiva (e a volte anche violenta).

Le notifiche non fanno dormire alcune persone: ci sono persone che darebbero più volentieri indietro un dito per vedersi apparire un “1” rosso in alto a destra, sopra l’immagine di profilo.

Questo social network è diventato indispensabile per (quasi) tutti. Questa cosa non so se “Mi piace“.

Taggare. Capiamoci, il tag esisteva anche prima di Facebook. Che si coniuga uguale a tutti gli altri verbi: io taggo, tu tagghi, egli tagga. E molto (troppo spesso) è al riflessivo: io mi taggo, tu ti tagghi, egli si tagga.

Dieci anni fa sicuramente non esisteva il Social media Marketing. “Sponsorizzare” voleva dire tutta un’altra cosa rispetto ad adesso.

Bannare è diventato uno sport nazionale. La copertina non è una cosa che ci si mette sulle ginocchia quando la sera guardiamo la televisione in poltrona. Non tutti su Facebook sono tuoi Amici, specie quelli che scrivono robe del tipo: #stasera #sono #stanco.

Il video di Mashable che trovate in alto riassume in due minuti e mezzo l’evoluzione di tutto questo mondo che, sicuramente, ha cambiato le nostre vite (non storgete il naso, anche la vostra).

Un commento

  1. Credo che volessi scrivere “verbi” e non “vermi”, ma lo trovo simpatico…chissá a cosa stavi pensando o cosa il subinconscio voleva eprimere!

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.