Arrivati a Tobago! Salpati da Barbados, dopo una notte di vela, siamo approdati nell’isola di Tobago.
Questo posto é il paradiso!
Al contrario di Barbados, l’isola é piena di montagne verdeggianti con uccelli (ho visto anche i colibrí), scimmie, bambú, alberi da frutta selvatici, ruscelli e pochissime case.

Approdare qui dove tutto é lussureggiante, rigoglioso, apparentemente disabitato ti dà l’idea di entrare in un paradiso terrestre dove non devi preoccuparti del futuro perché hai davanti a te tutto quello di cui hai bisogno.
Gli uomini lavorano come pescatori, contadini, raccoglitori di noci di cocco, intrattenitori di turisti e, quando non lavorano, come dicono loro, “they lime” ovvero si rilassano. Le donne gestiscono bar, alimentari, ristoranti, negozi di souvenir oppure stanno a casa.
Anche qui, come a Barbados, tutti ti accolgono e cercano di aiutarti.

Da Charlotteville (a nord ovest del Paese) stiamo veleggiando lungo la costa ovest, scendendo poco a poco in direzione sud dell’isola. Abbiamo passato vari giorni a Charlottville e a Castara: due paesini dove tutti si conoscono e ti conoscono.

Abbiamo fatto amicizia con i ragazzi di qui ma é sempre difficile entrare davvero in contatto con le persone. Bianchi, a bordo di un catamarano lucente con gommone annesso, perennemente in vacanza: siamo ai loro occhi molto ricchi e turisti con cui fare affari.

Ti invitano a feste e concerti ma poi vogliono essere pagati. Damià ed io non capivamo questa dinamica ma adesso abbiamo imparato la lezione. Siamo stati invitati dal nostro amico Carlow al “Sunday school” (una festa settimanale di Buccobay dove suonano tamburi di acciaio). Solo prima di partire abbiamo capito che dovevamo pagare 20 euro a testa per andare con loro.

Così siamo rimasti a piedi, dispiaciuti per il fraintendimento. Per le persone di qui essere amichevoli é uno stile di vita ma anche di business. E funziona bene perché c’é una bella atmosfera e i pochi turisti che ci sono, vengono coinvolti dal ritmo locale e sono felici di farsi guidare dai pescatori tutto fare.

La nostra illusione, che ci ha fatto pensare di essere amici invece che clienti, é stata un ottimo spunto di riflessione per noi. In fin dei conti pretendiamo di entrare in contatto con la gente del posto in pochi giorni e poi, obiettivamente, anche se squattrinati, abbiamo piú finanze di loro perché stiamo viaggiando invece di pescare.

Credo che prossimamente lasceremo la barca per viaggiare da terra, con un altro ritmo e scoprire altre dimensioni che fino ad ora abbiamo perso di vista.

É il momento di staccarci dal Runaway…la prossima settimana magari avró news piú precise!!! Ciao a tutti coloro che ci stanno leggendo e seguendo!!!

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