San Valentino si sta avvicinando, anche l’uomo o la donna più anticonformista apprezza un pensierino da parte della persona a cui vuole bene. Pratosfera vi aiuta: la classica, ma mai banale compilation. Economica, personale, “fatta apposta per te” e con quella puntina di retrò che riporterà sicuramente alla mente di qualcuno quando ancora si facevano le compilation su musicassetta.

E allora, tenendo bene a mente tutto quello che Rob Gordon ci ha insegnato in “Alta Fedeltà”, iniziamo a snocciolare qualche regoletta base.

Le basilari sono 7 (e valgono anche per compilation che non riguardano San Valentino):

  1. Conoscere tanta musica (e varia). Se conosci soltanto quelle tre canzoni che passano alla radio, non importa che tu faccia una compilation. Non ha proprio senso. Devi ascoltare, ascoltare e ancora ascoltare. Magari musica nuova, che non conosci. Aiutati anche, se vuoi, con le radio online, quelle divise per generi. Appuntarsi le canzoni che ti colpiscono.
  2. Definire il destinatario. Visto che parliamo di San Valentino, il destinatario potrà essere la persona che si vuol conquistare o a cui vuoi dire qualcosa (sono comunque regole che valgono per qualsiasi compilation uno voglia fare). Scegli brani appropriati (“Bella Stronza” di Masini per una compilation alla propria amata, non è adatta, per essere chiari). Ricorda qualche canzone che ti lega al destinatario: momenti passati assieme, ricordi vostri.
  3. La prima bozza. Scegli tante canzoni nella prima bozza, anche in più rispetto a quelle che entreranno poi nel disco (che dura 80 minuti, per la cronaca). Tienila lì qualche tempo, riascoltala, non farla tutta di un fiato: lascerai sicuramente qualche canzone importante fuori. Tutte devono avere un sottile filo conduttore, ma se avete ben presente il destinatario verrà facile, credo. Non mettete esclusivamente canzoni d’amore in un disco alla propria/o amata/o: il miele lo fanno le api e, anche se è San Valentino, non esageriamo. Una trentina di brani come prima bozza andranno bene.
  4. Scrematura. Iniziare ad ascoltare le canzoni di fila. Ce n’è qualcuna che proprio con le altre non ci incastra niente, vero? Non c’è una regola per decidere quali sono, è proprio una questione di orecchio. Quella canzone lì, dentro questa compilation non ci sta, anche se si tratta di “Lucy in the sky with diamonds” dei Beatles.
    Quindi si inizia a toglierne un po’: non esiste un numero perfetto di canzoni per fare una compilation: un disco potrebbe essere anche fatto di soli quattro brani, se sono quelli giusti. Comunque considerate che fino a 18 pezzi di una lunghezza media (escludendo, quindi, il prog anni 70 e le improvvisazioni jazz infinite), ci stanno tutti.
  5. L’ordine delle canzoni. Per questo ci affidiamo a Rob Gordon di Alta Fedeltà: “Devi iniziare alla grande, catturare l’attenzione! Allo stesso livello metti il secondo brano, e poi devi risparmiare cartucce inserendo brani di minore intensità”. A questo, io aggiungo: raggruppa canzoni con ritmi simili, la parte centrale può essere una bella oscillazione di ritmi e colori, il finale deve spaccare. La canzone finale deve spaccare, quasi come l’iniziale: non c’è molto da aggiungere, né da spiegare.
  6. Correzioni. Riascolta allora adesso la playlist: torna tutto all’orecchio? Fila? Ci sono tutti i messaggi che vuoi dire o le emozioni che vuoi trasmettere alla persona a cui la stai indirizzando? C’è qualche testo che è fraintendibile? (tipo un testo che parla di una persona che sta con un’altra ma pensa ad una terza? Io l’ho inserita una volta in un disco: non è andata a finire bene)
  7. Il titolo e la copertina. Date un titolo al vostro disco. A piacere: una citazione, una frase, una parola. Vi ricorderete insieme al destinatario di quella compilation per quel titolo. Uguale per la copertina: disegnatela, costruitela, stampate una foto, un’immagine (la dimensione è 12×12 cm). Vi ricorderete di quella compilation anche per quella copertina.

Per fare una copertina basta un foglio di carta A4.

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