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La cosa divertente è che dopo dodici giorni di test (quattro a fine gennaio sul circuito spagnolo di Jerez, otto alla fine di febbraio nel deserto del Bahrein) nessuno è sicuro di riuscire a completare il primo gran premio della stagione.

E’ ormai più di un anno che la Formula 1 ha deciso di utilizzare motori turbo da 1.6 litri con unità di recupero dell’energia cinetica e termica, ma in pochi sono riusciti a farli funzionare con la necessaria affidabilità. Infatti nei test invernali si sono viste molte fumate bianche, macchine ferme per surriscaldamento dei componenti elettrici, cambi bloccati e altre avarie che hanno impedito alla gran parte dei team di sviluppare le nuove vetture, provare gli assetti e le gomme.

Da questo punto di vista la squadra messa meglio sembra la Williams! L’ex grande degli anni ’80 e ’90, finita nelle ultime file dello schieramento nelle passate stagioni, ha vissuto durante le prove invernali una vera e propria rinascita. Grazie al motore Mercedes (sicuramente la “Power Unit” migliore tra quelle che equipaggiano il plateau della Formula 1) e ad una macchina da subito azzeccata, Massa e Bottas hanno impressionato sia per i tempi che per il numero di giri percorsi. Ottime prestazioni e buona affidabilità, insomma, per il team del vecchio Frank, che si candida già ora a rappresentare la sorpresa della stagione a venire.

In un’ipotetica graduatoria basata su quanto visto nei test, dopo la Williams troviamo sicuramente la Mercedes, apparsa costante nelle prestazioni, anche se vittima di qualche problema di affidabilità di troppo, fortunatamente non al motore, comunque. E la Ferrari? A Maranello hanno sicuramente lavorato bene: la nuova macchina è cresciuta durante il mese di febbraio, i piloti sono contenti e l’affidabilità del motore sembra un dato già acquisito. Resta da capire quanto sia veloce, questa F14 T, che in termini di tempi sul giro non ha finora esaltato, anche se permane il dubbio che né Raikkonen né Alonso abbiamo cercato a fondo la prestazione secca. Per il resto bene la Force India e la McLaren, così e così la Sauber, nella normalità Toro Rosso, Caterham e Marussia.

E la Lotus? E la RedBull? I due top team motorizzati Renault sono sicuramente tra i bocciati delle sessioni invernali. La Lotus ha presentato la nuova macchina solo nel mese di Febbraio, e pare ancora alle prese con i tipici problemi di gioventù di una vettura che presenta diverse soluzioni innovative.

Ma è la RedBull il vero enigma della stagione che inizierà il 16 Marzo a Melbourne. Il team campione del mondo, in cui Ricciardo ha preso il posto di Webber come seconda guida, ha avuto grandi difficoltà solo a uscire dal garage, e la scena più emblematica a riguardo dello stato di salute della squadra di Chris Horner è quella riportata nell’immagine. Poco ci manca che la macchina abbia percorso più metri spinta dai meccanici che non sulla pista. Causa di tutto ciò la scarsa affidabilità del nuovo motore Renault, che ha dato problemi anche alle altre scuderie dotate della stessa power unit, e che sulla RedBull pare funzionare ancora peggio, data la consueta tendenza del progettista Newey a disegnare vetture estreme, in cui l’attenzione alla efficienza aerodinamica va direttamente a discapito della capacità di raffreddamento della componentistica interna.

Siamo alla vigilia del crollo Redbull dopo cinque anni di dominio? Oppure Newey tirerà ancora una volta dal cilindro il colpo di genio che consentirà a Vettel di difendere con successo la sua striscia di quattro titoli mondiali consecutivi?
Per chiarire questo dubbio non resta che aspettare ancora per quindici giorni…

Immagine di anteprima: espnf1


David Bianucci

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