In natura esiste uno Spinacio Selvatico, si chiama Strigolo (Silene Vulgaris), il nome deriva dal fatto che strusciando le foglie tra due dita “stridono”, conosciuto anche come Stridolo, Strivolo, Grassagnello, Agnellingrasso… è tra le migliori erbe commestibili, molto ricercata in gastronomia, si mangia sia cruda, mescolata all’insalata, che cotta, in frittate, ripieni per pasta, e condimenti, a cui dona un sapore dolce e delicato. Non l’ho mai vista in commercio, ma è molto facile da trovare, anzi sicuramente avrete notato la sua infiorescenza, un piccolo calice verde con un giro di petali bianchi, in cima a degli steli flessuosi. Da bambini li facevamo scoppiare battendoli sulla fronte. Si raccoglie solamente l’apice fogliare dei rametti giovani, perché è tenero, ma una pianta ne produce diversi, anche se ci vuole pazienza per raccoglierne una quantità sufficiente. Per comodità si può seminare e coltivare nell’orto o nel giardino, conservando in freezer ogni piccola raccolta. Io ne faccio molto uso, sia per il piacere che ne deriva dalla raccolta… aria aperta, sole…
che dalla gustosità delle preparazioni.

Una per tutte è lo Sformato, molto facile da eseguire, si saltano in padella gli Strigoli, circa 500/600 gr, con un paio di spicchi d’aglio, poco olio, sale e un po’ d’acqua per non farli attaccare, quando sono appassiti e intiepiditi gettate l’aglio e tritateli grossolanamente su un tagliere, mescolateli a due uova, del parmigiano, noce moscata e besciamella, oppure del caprino morbido. Trasferite l’impasto in uno stampo per ciambelle e infornate per circa mezz’ora a 200°. E’ un ottimo contorno di verdura. … E visto che la Pasqua si avvicina… lo stesso impasto può essere usato per la tradizionale Torta Pasqualina.

Su una pasta sfoglia, che avrete disteso su una teglia, buttate una spolverata di pan grattato e una minore quantità d’impasto, circa la metà, ricavate poi dei piccoli “nidi” giro-giro nell’impasto, dove andrete a scocciare delle uova fresche, per il numero delle uova tenete conto che ogni fetta ne deve contenere almeno metà. Ricoprite con altra pasta sfoglia, spennellate con l’uovo e infornate per circa mezz’ora a 180°. La torta può sostituire o accompagnare l’antipasto del pranzo pasquale, o essere mangiata in una colazione “diversa” per il giorno di Pasqua. Come si usa al mio paese, dove per il giorno di Pasqua, a colazione, viene messo in tavola: Coratella di agnello, capocollo accompagnato coi maritozzi (tipico pane dolce pasquale), uova sode…insomma una specie di “brunch” di tradizione contadina, anche se poi il pranzo viene consumato lo stesso… eccome!

Lorena

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