Hanno partecipato quasi duemila pratesi con contributi da 5 a 10 euro per la realizzazione di questo film. Nasce così, interamente autoprodotto, il film di Mirco Rocchi e Stefania Stefanin (Alifer Produzioni), “La ballata del sacco di Prato a.d. 1512”. Presentato in anteprima l’anno scorso a Prato, torna ora in proiezione, lunedì 19 maggio, alle 21, al Terminale Cinema d’Essai nella versione definitiva, rimontata, accorciata di 10 minuti e con nuovi effetti audio.

Alla proiezione saranno presenti il regista Mirco Rocchi e gli interpreti Stefania Stefanin e Francesco Ciampi. Si tratta di un docu-film, lo definisce il regista, sul saccheggio della città da parte delle truppe spagnole guidate da Ramon de Cardona, vicerè di Napoli, per l’appoggio dato alla Repubblica fiorentina.

A partire dal 29 agosto 1512 e per ventidue giorni Prato fu messa a ferro e a fuoco. Le donne violentate, uccisi anche i bambini, talvolta per mano degli stessi genitori perché non cadessero nelle mani del nemico. I cadaveri gettati nei pozzi. Secondo fonti coeve, ma contestate da qualche storico, le vittime furono tra cinque e seimila.

Un episodio non andato finora molto più in là della cerchia degli storici e che la città sembra ora voler recuperare. Il prossimo obiettivo è quello di inserire il film nel circuito internazionale a partire da Londra dove l’idea ha preso, casualmente, forma. Rocchi e Stefanin scoprono, al tavolo di un bar di Portobello Road, “A Ballad of the Sack of Prato” scritta nel 1882 da Eugene Lee Hamilton.