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“Noi siamo le famiglie assegnatarie delle case popolari di Tavola e, a un mese dalla consegna, stiamo ancora lottando per avere l’allacciamento del gas. Dalle lettere che Centria Reti Gas, divisione di Estraenergie, ci ha inviato, mancano ancora dei documenti. Vi rendete conto? Abbiamo fatto una marea di viaggi in svariati uffici per procurarci tutto quello che mancava nella benedetta cartellina bianca consegnataci dall’Edilizia popolare pratese al momento dell’inaugurazione, e ancora non ci siamo. Se ripenso che qualche ex assessore diceva che i documenti c’erano tutti e che tutto era in regola… E non è nemmeno finita qua. Si sta addirittura palesando una complicazione ben più grave: un tecnico Enel (l’altra azienda a cui qualche inquilino si è rivolto per avere il gas ndr.) si è rifiutato di fare l’allacciamento perché ha avuto dei seri dubbi che l’impianto sia a norma. Siamo esasperati e a questo punto spaventati. Con il gas non si scherza”. Sono riuniti nei giardinetti condominiali gli inquilini di via Cantini e via Borchi venuti alla cronaca qualche giorno fa per la protesta portata avanti contro l’Amministrazione Cenni che ha consegnato in fretta, furia e in piena campagna elettorale, case mancanti di molti dei documenti necessari ad allacciare le utenze. Una mancanza che nascondeva contatori non ancora messi, casottini non a norma e altre beghe. Per vedere la luce e l’acqua, infatti, ci sono volute settimane (e un bel polverone sollevato dalla stampa), mentre, ancora, nonostante tutto, il gas non è arrivato.

Chi si è rivolto a Estra, infatti, è ancora alle prese con documenti non in regola consegnati da Edilizia pubblica pratese. Tutti hanno infatti ricevuto la medesima raccomandata firmata dal responsabile Area Prato di Centria, Alessandro Ianelli: “In base a quanto previsto nella delibera 40/40 dell’AEEG, la documentazione presentata è stata esaminata per valutarne la completezza, intendendo come tale la presentazione degli allegati H e I, quest’ultimo, completo di tutti gli allegati obbligatori previsti, oltre il certificato o visura camerale dell’installatore che ha seguito l’impianto. Si è quindi constatato che nella visura camerale deve comparire l’abilitazione alla lettera E ai sensi della 46/90 per il responsabile tecnico che ha firmato la documentazione. Il sig. Raffaele Colantuoni, dalla visura camerale allegata, non risulta abilitato”. Inoltre, Centria precisa che manca il progetto della canna fumaria collettiva redatta da un tecnico abilitato. Senza questo, niente gas. “Che dobbiamo fare? Di chi è la colpa? A chi dobbiamo rivolgerci se non a Epp che ci ha consegnato assieme al Comune le case?”, si chiedono due inquilini, uno rumeno e l’altro montenegrino.

“E chi si è rivolto a Enel e ha ricevuto un feedback ancora più allarmante, cosa deve fare? – interviene S.Z. 46 anni e due figli a carico -. Quel tecnico si è rifiutato di mettere le mani nell’impianto della mia vicina di casa. Le ha detto a chiare lettere che non gli sembra regolare. Ma siamo matti? Il gas è una cosa seria. Ora basta. Rivendichiamo il diritto a vivere con dignità e serenità”.

“Cosa dobbiamo fare adesso? – chiede R. A. M. – Prima aspettavamo il gas a gloria, ora, anche se arrivasse, abbiamo persino paura ad attivarlo. Chiediamo all’Epp con una raccolta firme di compiere un sopralluogo che ci garantisca che i nostri impianti sono a norma: ne va delle nostre vite e di quelle dei nostri bambini”. E qui i bambini sono davvero tanti. In queste calde sere di giugno le risa e la voglia di giocare si diffondono in ogni angolo. Chi scorrazza in bicicletta, chi gioca a nascondino, chi si rilassa sulle panchine. L’atmosfera è calda e la gente ormai è unita, si dà una mano. “I ragazzi si conosco già tutti, hanno fatto amicizia e per loro è uno spasso – ci spiega un padre di famiglia – Anche noi potremmo vivere finalmente sereni nelle nuove case, attese con trepidazione in anni di disperazione e miseria, ma questi problemi ci assillano. Mia moglie, il 9 maggio, quando l’ex sindaco Cenni e la sua giunta ci hanno consegnato questi appartamenti, ha pianto di gioia. Adesso, invece, piange per la preoccupazione e la rabbia di non poter vivere con dignità. Non possiamo lavarci, né cucinare. E per fortuna è estate e non abbiamo bisogno del riscaldamento. Poi, come se non bastasse, ora serpeggia la paura di poter perfino saltare in aria. No via, aiutateci”. E un appello sale spontaneo al nuovo sindaco, Matteo Biffoni: “Abbiamo molta fiducia in lui, ci sembra una gran brava persona – dicono in coro -. Gli chiediamo di aiutarci a risolvere questa eterna questione e a chiudere questo capitolo spiacevole. Abbiamo tutti un gran bisogno di ripartire con il piede giusto e sperare nel futuro”.

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