Il Centro Studi Media World ha condotto un’indagine sul rapporto che intercorre fra gli italiani e gli smartphone intervistando un vasto campione della popolazione. Ciò che emerge è che lo smartphone è ormai diventato un oggetto imprescindibile per la quasi totalità dei cittadini, 1/3 dei quali ne possiede addirittura due e il 3% tre.

Che gli italiani siano sempre stati attirati dai cellulari prima e dagli smartphone poi è un dato noto; la corsa verso apparecchi sempre più avanzati e competitivi non è certo una novità dei giorni nostri. Quello che dobbiamo chiederci è in che modo, oggigiorno, facciamo uso di tanta tecnologia. I top di gamma, di qualsiasi marca siano, sono ambìti e desiderati nonostante quasi nessuno ne sfrutti a pieno le funzioni né le conosca.

Da quanto emerge dallo studio, l’italiano medio ha sostituito la sveglia, la macchina fotografica e l’orologio con lo smartphone, non esce di casa senza, lo lascia acceso di notte e lo consulta molto più del necessario: questi dati sembrano indicare una vera e propria dipendenza da questo oggetto che ci accompagna durante tutta la giornata. Fra gli inconvenienti più grandi a cui va incontro un possessore di smartphone ci sono la fragilità dello schermo e soprattutto la scarsa durata della batteria: il 66% degli intervistati deve caricare l’apparecchio più di una volta al giorno, dunque non esce di casa senza il cavetto apposito.

Quando uno smartphone è usato soltanto per telefonare e scrivere sms, la batteria non ha problemi di durata. Gli smartphone tuttavia sono usati molto per giocare e le applicazioni dei giochi consumano molta batteria, visto che sono sempre più complessi, facendo concorrenza a quelli che si vedono su console. L’offerta dei giochi è sterminata e ben lontana dai tempi del serpentello “Snake” dei feature phones: oggi si va dal più classico gioco del poker in modalità free o a pagamento, fino a Fruit Ninja, Candy Crush Saga, Bubble Witch Saga, ecc.

Deleteri per la batteria non sono soltanto i giochi, ma anche i social; la loro funzione non si limita alla condivisione di pensieri, link, video virali, eventi e immagini, ma sono diventati piattaforme comunicative: non a caso l’ultimo rapporto di Agcom dimostra che in Italia le sim che effettuano solo traffico vocale diminuiscono in favore di quelle che gestiscono anche il traffico dati, ad oggi più di 40 milioni; allo stesso tempo diminuisce il numero degli sms (decrescita del 20% nel 2013) in favore delle app di messaggistica quali WhatsApp e WeChat.

Altra gioia della tecnologia sono i comandi vocali, utilizzati dal 49% degli intervistati e ormai presenti in qualsiasi smartphone. Da un lato, dunque, gli italiani non sanno resistere alla tecnologia e sono pronti a spendere centinaia di euro pur di avere l’ultimo modello di smartphone uscito sul mercato, ma dall’altra almeno un soggetto su cinque sembra conservare una sorta di nostalgia per il passato, risalente ai tempi in cui il mondo della telefonia era dominato dai feature phones, visto che sceglie per il proprio device la classica suoneria “drin drin”.

(Foto: huffpost.com)

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