Fuori Spagna, Italia, Inghilterra, Portogallo, Russia dentro Costarica, Grecia, Iran, Usa, Cile e Messico. Il mondiale brasiliano entra nel vivo, con la fase a eliminazione diretta, continuando a mietere sorprese clamorose. Vale forse la pena ricordare che il precedente torneo svoltosi in Brasile nel 1950, venne ribattezzato dai giornalisti dell’epoca come “il Mondiale delle sorprese”.

Anche allora fuori al primo turno l’Italia (campione del mondo in carica da due edizioni), ma in quel caso le giustificazioni c’erano tutte, ovvero la tragedia di Superga che, solo un anno prima aveva praticamente azzerato la Nazionale costruita attorno alla struttura portante del Grande Torino di Superga.

Andò molto peggio ai “maestri inglesi” (per l’appunto) che decisero di partecipare per la prima volta a un torneo che avevano sino ad allora disertato per “manifesta superiorità”. Finì che vennero eliminati al primo turno, sconfitti addirittura dagli Stati Uniti che, in quell’edizione, arrivarono addirittura terzi. Si racconta che quando i quotidiani inglesi uscirono con il risultato della partita, i lettori credettero allo scherzo o all’errore di stampa. Fatto sta che a distanza di 64 anni, gli Usa passano il turno e gli inglesi tornino a casa.

Il risultato più clamoroso fu comunque quello della finale, che il Brasile credeva di aver già vinto, e che invece fuggì via nel Maracanazo (la tragedia del Maracanà), contro l’Uruguay di Ghiggia e Schiaffino. Fantasma che pare scongiurato in quanto, in caso di continuo del percorso nei mondiali, le due squadre si incontrerebbero nei quarti.

Ma di tutti questi corsi e ricorsi storici, e soprattutto di trovare chi tifare in sostituzione dell’Italia, diciamoci la verità, non ce ne può fregare di meno. Ci interessano ovviamente le cose più importanti perché, dopo la soddisfazione di aver avuto la testa del cannibale Suarez (9 giornate di squalifica, per l’uomo che ha avuto il coraggio di dare un morso a Chiellini, senza che fosse una pratica sessuale estrema), abbiamo finalmente ciò che l’italiano calcifilo maggior mente brama.

Il toto allenatore!

Mentre continua ad infuriare in Italia la polemica per il post-Uruguay, che vede sempre al centro (manco a dirlo) SuperMario Balotelli (io lo chiamo ancora così), c’è da trovare in fretta e furia (entro settembre) il sostituto di Prandelli. Rischia infatti di diventare un boomerang l’attacco televisivo fatto da Buffon e De Rossi per nome dei senatori, alla luce di chi verrà al posto di Prandelli. Intanto la squadra è tutt’altro che compatta nell’individuare in Balotelli l’origine di tutti i mali, dall’eliminazione dal mondiale, alla fine dei valori e con essi delle mezze stagioni.

Ciro Immobile ha detto esplicitamente che spera di poter continuare a giocare in coppia con SuperMario (magari, ci auguriamo tutti insieme a lui, affinando l’intesa) ma soprattutto Matteo Darmian, forse l’unica nota veramente lieta della spedizione azzurra, ha espressamente dichiarato che non è giusto prendersela tutti contro di lui. Una presa di posizione netta, che dimostra il carattere da Toro dell’ultimo arrivato.

Quello che si configura dentro lo spogliatoio azzurro è infatti un vero e proprio scontro generazionale e i primi nomi che circolano sul prossimo allenatore non sono poi così allettanti per i “vecchi”, se è vero che in pole position spuntano i nomi di Allegri, ovvero l’uomo che cacciò Pirlo dal Milan (guarda caso il centrocampista ha subito ritrattato l’addio alla Nazionale appena saputo chi era tra i papabili, giusto per scongiurarlo) e Roberto Mancini, che pur col suo tribolato rapporto di odio e amore, risse e frasi d’amore considera Mario Balotelli quello che è: “uno che può far tutto, se solo riesce a rimanere concentrato”.

Meno male via, abbiamo un nuovo gioco per l’estate.

Foto: juvemagazine.it

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