Un incontro tra musica dal vivo e cucina vegana: è il No Cage, locale di viale Borgo Valsugana 198. Da stasera, venerdì 5 settembre riparte la programmazione di concerti. Abbiamo incontrato Damiano Gori, il presidente dell’associazione che gestisce il logale, che ha raccontato questo particolare incontro.

Che cos’è il No Cage?

Il No Cage, fondato un anno e mezzo fa, è un’associazione affiliata ACSI per la promozione sociale del vegan e antispecismo. Il vegan è uno stile di vita che prevede non solo il non nutrirsi di animali ma anche il cercare di non commettere atti che possano danneggiarli. L’antispecismo è un’espansione del vegan, è un discorso contrario ad ogni forma di discriminazione. Per questo il No Cage è impostato, a livello di ristorazione e bevande, per il cercare di fare meno danno possibile, la perfezione è solo degli dei, agli uomini, agli animali e all’ambiente. Qui non c’è nessun piatto preparato con animali o derivati animali, per le bevande invece cerchiamo di proporre prodotti diversi, della Tana dell’Elfo, una ditta artigianale di Suvereto in provincia di Livorno, e dell’Equosolidale. Anche quando tipo facciamo il Negroni cerchiamo di usare prodotti alternativi che non contengono coloranti che provengono da insetti, ad esempio l’E120 indica la cocciniglia che di fatto è un insetto. Si usa per dare il rosso alle bevande. No Cage vuol dire “niente gabbie, no alle gabbie” inteso in più sensi. Primo no alle gabbie animali, innanzitutto. Secondo no alle gabbie mentali. Questo può essere inteso nella nostra lotta alle discriminazioni ma anche in fatto di eventi. Il No Cage infatti a differenza di altri posti non si è mai specializzato in un genere musicale.

Attivi sotto ogni aspetto.

Dopo tanti anni abbiamo pensato con alcune persone di creare un posto aperto a tutti fondato sul nostro attivismo, non una setta per vegani, ma un posto per far vedere che non siamo degli invasati, come alcuni sostengono. Un luogo dove far vedere che il nostro stile di vita è sostenibile e può interessare e coinvolgere la società. Abbiamo concentrato tutti gli anni di attivismo in un unico posto, con la musica live che ci sostiene.

Come si svolge una serata tipo al No Cage?

La serata tipo del No Cage comincia con il buffet (ore 20.00) che può essere a tema con la serata o meno. Abbiamo voluto dimostrare che i veg non mangiano solo insalatine, facciamo anche arancini di riso, falafel, tabulé libanese, usiamo molto il seitan cucinato in vari modi, tanti piatti etnici…il 5 settembre con una serata celtica. Riprendiamo delle ricette tradizionali celtiche, alcune rifatte uguali in quanto già vegane, altre “veganizzate” ad esempio invece di fare lo stufato con la birra scura facciamo il seitan con la birra scura, per fare un esempio. È un menù a prezzi molto bassi, soprattutto se guardiamo la qualità. Una serata costa più o meno 12€ bibita a scelta inclusa.

I “must” da mangiare e da bere al No Cage

Da bere l’assenzio. È un assenzio nero fermentato in botti di rovere affumicate, è a 75 gradi, molto forte. Da mangiare una delle nostre specialità è il seitan. Lo facciamo in moltissimi modi ed è veramente molto buono. Però sono anche quotati gli arancini, gli assaggini, poi, come ti dicevo prima, c’è il tiramisù. Effettivamente sono tanti i piatti che la gente si spazzola. È un menù molto particolare e dipende soprattutto da cosa ti piace, ma di fatto ci puoi trovare di tutto.

Cosa differenzia il No Cage dagli altri luoghi della movida pratese?

A prescindere direi che è l’unico locale vegan così impostato. Questo non è un posto di moda, di radical chic, è un posto di sostanza. È una struttura unica, offre un buffet completamente vegano a prezzo accessibilissimo, musica dal vivo di qualità; qui hanno suonato alcuni dei migliori gruppi italiani stoner doom e punk. C’è poi un’attenzione etica particolare, qui ci si guarda sia dal danneggiare gli animali che dal danneggiare l’ambiente, si cerca di finanziare aziende equosolidali, sia per qualità che per scelta etica. C’è prima di tutto la preoccupazione grande per ciò che offriamo alla gente, poi c’è la preoccupazione per la difesa degli animali che è centrale; tutto è nato da un rispetto, più che un amore, verso la natura e gli animali. C’è anche una nota verso ogni forma di discriminazione, è assurdo essere razzisti e poi dire “è bello il cane”, il discorso è tutto insieme. Le cose particolari sono quindi lo sfondo etico e la struttura che offre concerti, servizio ristorante e attivismo, come il corso di cucina. È anche difficile, i vegani sono pochi e non ci specializziamo mai su qualcosa per cercare di spaziare il più possibile. Qui nessuno comunque ti rompe le scatole, non è una setta o un posto fatto apposta, al No Cage non ci vengono solo i vegani. Tanti vegani vengono solo per mangiare, è questo che gli interessa, altri invece vengono per la musica. Il posto è fatto apposta perché tutti possano conoscere una cosa nuova, una nuova mentalità sia a livello di prodotti che di cucina che di musica. Come il No Cage c’è solo il No Cage.

Ci sono progetti per il futuro?

Cercheremo di fare sempre meglio. Miglioreremo noi stessi e il luogo, cercheremo di avere serate di maggior valore, di attivare più corsi possibili, di fare più attivismo per sviluppare sensibilità per il mondo animale e per l’uomo. Ad esempio eventi contro l’olio di palma, che sta deforestando il mondo. Vogliamo informare le persone di ciò che le multinazionali fanno. Un’altra cosa che il No Cage fa è cercare di non finanziare le multinazionali, i loro prodotti sono più economici ma passano da guerre, sfruttamenti della natura e dell’uomo. Cercheremo poi di offrire servizi sempre migliori.

Future date?

Giovedì 18 settembre sarà un capolavoro. Abbiamo riportato i Jealousy Party, un gruppo che fa elettronica dagli anni ’90 che vivono sparsi nel mondo, il loro nucleo centrale è a Berlino ma c’è gente anche di Firenze. Hanno fatto la storia della musica elettronica. Si sono portati dietro mezza Berlino, con loro suonano Sea Urchin, Valerio Orlandini feat Riccardo Piccioli (musica elettronica+digidiridu), suona Bad Girl e Jimmy Gelly. Aver riportato qua i Jealousy Party è una bella soddisfazione. Il 22 settembre ci saranno i The Movement dalla Danimarca e moltissime date belle sullo Stoner Doom. Ci sono serate più serie dell’anno scorso, il livello è molto molto più alto. Faremo anche molti spettacoli di teatro, ne faremo uno sul caso Matteotti a dicembre come ne abbiamo fatto uno su Giorgio Gaber nel luglio scorso. Cercheremo anche di fare delle belle date punk e rockabilly. Facciamo anche le serate elettroniche, il No Cage fa tutto. Se qualcuno poi vuole informarsi ci sono le cose da leggere, ma non te le mette in tasca nessuno, poi può chiedere qualsiasi cosa, facciamo serate infrasettimanali di informazione. Tanta gente ci viene a chiedere sul vegan, si informa se è vero che “è tutto vegetale?” e sui piatti. È comunque un modo diverso di comunicare, il No Cage, un modo diverso di vivere a livello quotidiano e di informazione.

Come contattarvi?

Basta fare la tesserina dell’ACSI per entrare e ricevere aggiornamenti, poi uno ci può scrivere a [email protected], uno ci può scrivere semplicemente per avere informazioni o diventare socio ACSI. C’è facebook sennò.

Qualcosa che convinca la gente a venire al No Cage

“La chiave della gabbia sei tu”. Credo che gli animali siano i più oppressi, la cosa che ci accumula tutti è la capacità di sentire piacere e dolore. Il dolore è la cosa che interessa a tutti. Penso che se qualcuno fa qualcosa dovrebbe chiedersi se procura del piacere o del dolore, anche nel lungo periodo. Bisogna chiedersi se ciò che uno sta facendo è giusto o no, cioè se crea più piacere o più dolore. Essere gli esseri migliori del mondo, essere uomini, dovrebbe voler dire che siamo dotati di coscienza, scegliere cos’è giusto o sbagliato. Pensare agli animali come a degli oggetti mi sembra sbagliato. È anche questo il messaggio che il No Cage vuole dare”.

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