La nutria.
Questo animale un po’ topo, un po’ castoro, un po’ talpa, un po’ topone, un po’ ornitorinco.
Ma più che altro un bel po’ nutria.
Questo animale che suscita all’omo pratese moderno sentimenti contrastanti.
Lo vede nell’acqua e ne ammira la rapidità e fluidità di spostamento.
Lo vede fuori dall’acqua e ne prova schifino (misto a tenerezza quando poi il misero animale si accontenta di rosicchiare del gran pattume, misto a sconcerto quando invece il suddetto medesimo si gratta le gote con fare meditabondo e quasi antropomorfide).
Lo trova nell’argine e ne balza via con terrore.
Ma, in fondo e in fine, gli vuol bene.

Vorrei conoscere qualcuno che, osservando il Bisenzio in piena quest’inverno, non si è domandato “O le nutrie, poverine?”.
Sì, noi tutti vogliamo bene alle nutrie, ammettiamocelo.
Anche quando fanno un po’ di danni. Del resto, le son bestie: razzolano, scavano, sanno assai.
Ed ecco perchè, a Sozzigalli, frazione del Comune di Soliera, in provincia di Modena (fornisco tutti questi dettagli perchè il Comune di Prato avvii prima possibile la pratica di GEMELLAGGIO, che del resto io avevo già invocato a gran voce diverse volte dopo aver visto i programmi del Festival Arti Vive…), si sono inventati una festa, appena conclusasi, per salvaguardare il buon nome della nutria.
E sì, perchè in quella ridente località, quando il torrente Secchia è strabordato, i poteri forti han voluto discolparsi rovesciando ogni responsabilità dell’accaduto sulla povera baffuta bestiuola, che troppe buche a cazzodicane aveva scavato nei mesi precedenti.
“Eh, no!” han detto dunque i futuri fondatori del Libero Territorio di Sozzigalli “noi non ci stiamo! La nutria dev’essere libera di grufolare! Nutria power! La nutria unida jamas sera vencida”. E si sono inventati un vero e proprio Nutria Pride, di cui vedete le foto a corredo di queste poche parole descrittive.

Ci è sembrata doverosa la trasferta. Chi più del residente in Prato deve conoscere il fenomeno-nutria in tutti i suoi multiformi e, diciamocelo, controversi aspetti?
Ordunque.

 

 

La festa di Sozzigalli, vera e propria Sagra della Nutria, prevedeva un ricco menù di specialità del territorio (NON a base di Nutria, non temete: a base bensì di gran porco, o di galletto, in onore della toponomastica, ammettendo che “sozzi” possa dare a intendere, per traslato, “suini”), un fiume in piena di lambrusco (acquistabile anche in moneta corrente del Libero Territorio: i NUTRII), una vasta scelta di gadgets (tra cui l’ambita t-shirt del Nutria Power, il cappellino-nutria, e il passaporto del Libero Territorio), e un ricco programma di intrattenimenti: sfilate di moda per accontentare gli sponsors, i “Nutrios” (v.foto) che si aggirano ad animare le tavolate già bisunte (la cucina modenese NON è l’emblema della leggerezza), un dj-set di gusto discutibile, e il clou della serata… l’elezione di Miss Nutria. Vince a piene mani Lia Bassoli, in effetti discreta topa (non sia qui da intendersi come volgarità, au contraire, è solo sinonimo di “nutria”, per evitar ripetizioni!) locale.
La festa si svolge con massiva partecipazione del paese, delle frazioni limitrofe, del capoluogo distante pochi chilometri. Ma in effetti la presenza di Pratesi in sala desta meraviglia e soddisfazione sugli organizzatori, che ci accolgono nel migliore dei modi e fanno di tutto per farci trascorrere la serata in letizia. Ci riescono (anche se il banchino dello zucchero filato ha chiuso troppo presto!), e noi, più turisti enogastronomici che intrepidi reporters, ci alziamo da tavola barcollanti ma felici.
Pare che in alcuni paesi tropicali (boh?), la nutria sia considerata un animaletto domestico.
Mentre facciamo ritorno verso la nostra amata Prato, ci domandiamo se, almeno da noi e a Sozzigalli (MO), non sarebbe il caso di adottare la stessa pratica.
Io una nutria in casa la vorrei.
Voi no?

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