Quale importante punto di riferimento in un’Italia zeppa di persone smarrite e senza futuro dove tutto cambia affinché niente cambi, Miss Italia è stata eletta anche quest’anno. È Clarissa Marchese, siciliana, 20 anni… quindi i nostri complimenti a mamma e papà e viva le gambe lunghe. Ma, al di là di tutto, all’interno di questa frivola kermesse che non si fa domande, c’è una questione seria che ci ha fatto riflettere e che vorremmo condividere con voi: la presenza, bella fra le belle, di una ragazza bionda che durante la finale indossava una fascia che suonava stonata in mezzo alle varie miss pinco e miss pallino: la fascia di Miss Coraggio. Saputo il nome, Rosaria Aprea, 21enne di Macerata Campania (Caserta), è bastato un giro su google per sapere che la giovane è una delle tante, troppe vittime di violenza.

Rosaria venne picchiata e presa a calci nel maggio 2013 da Antonio Caliendo, imprenditore di 27 anni di Casal di Principe con il quale un anno prima aveva avuto un figlio. Un’aggressione provocata dalla gelosia – “Non voleva che tornassi a sfilare in passerella” – che la costrinse a subire due interventi chirurgici e l’asportazione della milza. Le ci vollero mesi, però, prima di trovare il coraggio di denunciarlo. Lo fece nel novembre 2013 e da allora ha pian piano riacquistato serenità e voglia di vivere. Ha accettato interviste, anche televisive, e la sua storia è stata calcata da molti mass media.

La bella Rosaria, scampata al femminicidio, che ha voglia di raccontare, di farsi paladina dei diritti delle donne e che si sente libera di vivere la propria vita… ha fatto gola a molti. Ma il fatto che questo suo dramma le sia servito a saltare molte preselezioni arrivando in corsia preferenziale alla finalissima di Miss Italia ha fatto inquietare altrettante persone… anche su posizioni opposte. Dalle miss, irritate perché favorita, alle donne che aborrono tali concorsi.

Il punto è: quel CORAGGIO attribuitole dalla fascia è dovuto al fatto che è scampata al femminicidio e ha avuto la forza di rialzarsi, di denunciare il carnefice e di ricominciare con la propria vita, o è riferito al coraggio di esporre a un pubblico assetato di corpi perfetti una grossa cicatrice che copre completamente l’ombelico?

Secondo Raffaella Palladino, responsabile della cooperativa sociale Eva che gestisce tre centri antiviolenza nel casertano (Eva, Aradia e Lorena, a Maddaloni, Santa Maria Capua Vetere e Casal di Principe) e referente per la Campania dell’associazione nazionale DiRe, Donne in Rete contro la violenza, ascoltata dal Redattore Sociale, tutta questa storia non è che il frutto di una sfacciata strumentalizzazione.

“In realtà è Miss Italia in sé che non si sposa per niente con l’idea di un’autonomia delle donne: è sempre la stessa manifestazione di passerella che mercifica il corpo e che non porta alcun cambiamento culturale”. Secondo la Palladino, Rosaria è stata scelta apposta, saltando le ultime selezioni in virtù di ciò che le è successo, per creare attenzione ulteriore e pubblicità sull’evento Miss Italia. “Questa storia (di Miss Coraggio ndr.) fa parte di un meccanismo di enfatizzazione di una realtà che viene letta come rara quando invece è il quotidiano. Passare come orchi o eroine è un modo per non fare un buon lavoro di cambiamento. Per cambiare le cose, invece, bisogna leggerle per come sono, la rappresentazione di un’asimmetria di genere: la prevaricazione dell’uomo sulla donna è sempre una questione di potere. La esercitano persone di ogni ruolo e classe sociale: anche gli avvocati di grido che dicono alla moglie di non mettersi la gonna troppo corta, ad esempio. E magari non la picchiano solo perché obbedisce”.

Un ragionamento che si completa se inserito nella drammatica situazione italiana, dove i femminicidi hanno raggiunto numeri da paese in guerra. “Abbiamo i centri pieni dal primo sabato di luglio – ha raccontato Palladino -. La violenza contro le donne si manifesta soprattutto in estate, quando il caldo fa aumentare il nervosismo, ma anche in tutti quei periodi in cui si sta di più in famiglia, come a Natale e Pasqua. Ci sono mille motivi di frizione e in estate aumentano”. Secondo i dati in mano alla Rete DiRe, le donne che si rivolgono ai centri antiviolenza sono di tutte le età e di ogni ceto sociale o grado di istruzione. C’è meno vergogna e più consapevolezza.

Secondo l’Osservatorio sul femminicidio Home Sweet Home di Pratosfera, dall’inizio dell’anno sono state uccise 46 donne, tutte per mano amica.

A Rosaria Aprea, eletta ieri Miss Eleganza, auguriamo intanto buona fortuna e di intraprendere quanto prima un percorso di presa di coscienza e consapevolezza.

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