“Il cambiamento parte dagli artisti che sono sempre stati dei colonizzatori”. Ne è convinto l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis quando parla di riqualificazione del Macrolotto Zero: la parola d’ordine deve essere arte. In un’intervista rilasciata oggi a Notizie di Prato, Barberis racconta le idee della giunta per quella zona: “Arte, creatività, innovazione, artigianato: su questi elementi occorre puntare per cambiare il Macrolotto zero e farlo diventare un distretto creativo” sulla scia di riconversioni che all’estero (come Parigi o New York) si sono rivelate la soluzione a contesti degradati.

Partendo da quello che già c’è, per esempio la piazza dell’Immaginario, la piazza che collega via Filzi e via Pistoiese: “un progetto che vale la pena estendere – continua l’assessore sulle pagine di Notizie di Prato – opere d’arte di grandi firme potrebbero venire installate in altre strade del Macrolotto 0 per una riqualificazione d’impatto, concreta. Con le associazioni culturali e d’arte, italiane e cinesi, stiamo già parlando e non escludo l’ampliamento del progetto a costo zero”. Tutti piccoli passi per portare ad un cambiamento per la città, insomma: la raccolta differenziata più efficace, un piano di comunicazione mirato a valorizzare la zona, favorire nuove aperture commerciali, artigianali e produttive. Prendendo ad esempio

Nelle prossime settimane Barberis annuncia l’apertura di due nuovi negozi da 200 metri quadrati l’uno, e la creazione, da parte di 5 giovani artisti figli di industriali, di un laboratorio d’arte. Per Barberis nessun dubbio: “Il Macrolotto zero ha tutto quello che serve per diventare un luogo d’interesse”.

Leggi l’intervista completa a Valerio Barberis su Notizie di Prato.

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