Martedi 11 – Anunnaki – Teatro Verdi

anunnaki (1)Ci sono cose o situazioni che mai immagineresti, o penseresti reali. Esistono, e quando ti ci imbatti non sei solo stupefatto, ma cerchi i meccanismi, le sfumature e tutte le cose che riguardano quella cosa, che reputi impossibile.
La proiezione di questo film al Teatro Verdi è impossibile. Perché? Innanzitutto perché questo film, del maestro Lorenzo Andreaggi, è un film basato sulle scritture di Zecharia Sitchin, ovvero quelle dove si sostiene che l’umanità sia nata da un’astronave proveniente da un pianeta ora non più esistente. In seconda battuta poi se leggiamo la sinossi o guardiamo il clip promozionale scopriamo che questo film è una sorta di commedia in costume (con costumi tipo carnevale 1981), attori truccati a bischero, e location improvvisate nei boschi della maremma: il pensiero che sovviene all’istante è rivolto al delirio mentale che l’uomo ogni tanto manifesta. La stima riposta in Lorenzo Andreaggi, il nostro nuovo Ferreri, è in ogni caso senza limite, visto che sta cosa se la è prodotta da solo. Resta da capire come una roba simile possa essere proiettata al Teatro Verdi: come se Fiorello avesse fatto il karaoke in piazza San Pietro in Vaticano.
Consigliatissimi il clip su Youtube. Vedere per credere.

Mercoledì 12 – “Lo schermo dell’arte” – Cinema Odeon

art4space (1)Un titolo criptico per questa manifestazione, un titolo che soprattutto attira e incuriosisce. Dopo “Gli occhi del cuore” , la manifestazione “Lo schermo dell’arte” non ha uno scopo chiarissimo, ma sicuramente va a proporre proiezioni sempre di un certo livello. Questa sera avremo l’onore di dilettarci con due film famosi per l’essere utilizzati nell’ambito trattamenti sanitari obbligatori da diverse ASL umbre: Cutie and the Boxer di Zachary Heinzerling prima e dopo Art4Space di Invader. Il primo lungometraggio parla di un pugile giapponese che dipinge con sua moglie, il secondo di un artista francese che riesce a mandare nello spazio un murales dedicato a Space Invaders. Noi siamo bene aperti all’ipotesi di vita fuori dalla terra, e proprio per questo ci auguriamo che la navetta con a bordo il murales scompaia nei meandri dell’universo, che non si sa mai: magari la prossima volta potrebbero imbarcare anche l’artista e già che ci siamo Zachary Heinzerling. O no?

Giovedì 13 – ALAIN FLEISCHER – Naissance d’un musée – Istituto Francese

alain-fleischer (1)Che poi non è che si può sempre pensare a ridere: uno deve riuscire a trovare il tempo per l’impegno e la cultura. E poi diciamocelo, che per non abbrutirsi basta veramente poco, ed è un obbligo per noi tutti. Questo giovedì l’appuntamento è perfetto: leggero, dinamico e soprattutto breve. Alain Fleischer, nome da pilota di Formula Uno e cognome da dentifricio austriaco, ci regala un film documentario della durata di 3 ore e 45, purtroppo diviso in tre parti: del resto l’Italia è un paese talmente arretrato in fatto di sensibilità e cultura da non riuscire a contemplare appena 4 ore di film senza interruzioni.
Ovviamente l’evento si svolgerà dalla mattina fino al pomeriggio, in modo da dare a tutte le persone che lavorano il modo di potere partecipare; se il cortometraggio in questione sarà gradito, ci teniamo a sottolineare che la produzione del maestro vanta altri 350 titoli diretti e ideati. Avete voglia ad acculturarvi.

Venerdi 14 – IN ERME – Balletto Civile – Teatro Cantiere Florida vs Mario Venuti in concerto.

In-erme-3 (1)Dopo il defaticante giovedì siamo arrivati forse al piatto forte della settimana con doppio impegno: lasciamo ai lettori la chiave di lettura e la scelta, presentandoveli al solito con pacatezza.
Arriva al mitico Florida la Compagnia “Balletto civile”, che si distingue dalle altre compagnie dal fatto che, essendo “civile”, evita il turpiloquio, le dita nel naso ed il parlare con la bocca piena, atteggiamenti usi a tutte le altre comitive di attori. Arriva portandoci uno spettacolo dal titolo “IN ERME”, che ha come fulcro proprio questo “IN” nel senso di negazione. IN ERME, come dire NON ERME, o come dire IN ADATTI nel senso che probabilmente il palco non è la collocazione giusta per questa rappresentazione. La confusione regna sovrana anche nella descrizione dello spettacolo: ” Una giungla di microfoni, uno spazio velato, da dove poter intravedere le ombre del presente. Questa volta i corpi non urlano, si dissolvono nella storia”. Impossibile mancare, visto che per questa volta i corpi non urlano, le voci non si muovono, i nasi non parlano e gli occhi non annusano.
A controbilanciare questo evento segnaliamo il concerto di Mario Venuti, il cantante più maschio del nostro paese dopo Adriano Pappalardo, l’amico di della desaparecida Carmen Consoli, l’ex leader dei Denovo (che non sono un mobilificio, ma una band). Da Catania con furore Venuti arriva con il suo nuovo tour, l’allegrissimo “Il tramonto dell’occidente Tour”. Originale tematica, quella della declinazione pessimistica della società. Ma Venuti è bravo, e forse andremo.

AGGIORNAMENTO: Il concerto di Mario Venuti è stato rimandato a data da definire.

Sabato 15 – MARTA SUI TUBI in concerto – Auditorium Flog

martasuitubiScegliere il nome della band è sempre stata croce e delizia dei musicisti, piccoli e grandi che siano. L’errore è contemplato, ma qua non si tratta di un semplice errore, ma di un fenomeno a cui non c’è spiegazione, come immaginare i fan della band stessa. Non si capisce da dove escano, cosa abbiano ascoltato e quale sia il loro background.
Passano gli anni ma questo gruppo è sempre li, un po’ come i radicali. Questi ultimi che siano tanti o pochi, usano ogni anno volgersi a congresso nazionale nei pressi di Chianciano. Come la UIL, il sindacato che tutti conosciamo perché viene messo in fondo alle sigle dei confederati, ma di cui nessuno conosce i tesserati. Nessuno, allo stesso modo, ha idea di come siano fatti i musicisti dei MARTA SUI TUBI, nessuno ha idea di che brani abbiano avuto in rotazione o come siano finiti a Sanremo (anche solo per 12 minuti). Insomma se volete assistere ad un concerto di un complesso ectoplasma la Flog per voi è ideale.
Azzardiamo a considerarli padri putativi dei No Braino e del Management del dolore post operatorio. “Non fatevi notare, e ce la farete”. Questo è il motto.