Premessa: adoro le musiche di natale. Da Sinatra a Sufjan Stevens: tutte. Ma le ascolto quando voglio io, quando decido io, nel momento in cui mi piace a me, sulla piattaforma che più mi aggrada. Vinile, cd, mp3, in cuffia sullo stereo: lo decido io.

Ascoltare la musica deve essere una scelta, non un’imposizione. Nicola Piovani ha parlato a più riprese durante la sua carriera della “musica passiva”, quella insomma che ci ritroviamo a “non ascoltare” nei bar, nei supermercati e ora, durante le feste natalizie anche in filodiffusione per le vie del centro. La “musica passiva”, quella che ci viene imposta, che subiamo, non scegliendo.

La musica è uno dei più alti prodotti della cultura e dell’ingegno: il “non ascolto” cui siamo obbligati non rende giustizia a chi ha avuto il merito di comporla ed eseguirla. Questa esigenza di avere “una colonna sonora obbligata” di sottofondo è un’imposizione che fa venir l’idea di fuggire dal centro storico e rifugiarsi in un più caloroso centro commerciale, dove si è ormai abituati a “non ascoltare” la musica imposta. Ecco: davvero si vuol far assomigliare sempre di più il centro storico a un centro commerciale?

Sia chiaro: non sto parlando della qualità della musica del tal cantante sì, della tale band no.  Ma dell’imposizione: non si può imporre lo “spirito del natale” a suon di musica natalizia. E’ proprio in quel momento che nasce lo Scrooge che è in noi.

E non è un discorso da snob, è un discorso di rispetto e amore. L’amore nei confronti della musica e degli artisti che la creano dovrebbe impedirci di apprezzare questo “rumore”. Leonard Cohen cantava nel suo magnifico Halleluja: «Ho sentito che c’ era un accordo segreto / Che David suonò per compiacere il Signore. / Ma a te non interessa la musica, vero?». A noi non interessa la musica, vero?

Quindi per me, citando Mara Maionchi, questa idea della filodiffusione natalizia per le vie del centro (lasciando perdere la questione meramente economica) “è no”.

Ecco un piccolo augurio di Natale in musica. Se non vi va non l’ascoltate, nessuno è obbligato.

2 Commenti

  1. Un’altra delle tante cose che non possiamo decidere però che non danneggia l’incolumità altrui. Se questo deve essere un’imposizione ben vengano ‘sti supplizi e torturiamoci fino a Befana da veri masochisti! Però non ci dimentichiamo che il centro che oggi si chiama storico ( ahimè non solo per l’età ) era fino a poco tempo fa, soprattutto, il VERO centro commerciale ed anche anima della nostra città fino ad essere scippato sia del luogo (periferie) ed anche del nome dalle astronavi che si ergono tra Campi e San Giusto

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