femicidio

3 gennaio, Secondigliano (Na)

Antonio Parisi, 79 anni, ha ucciso sua moglie, Paolina Gargiulio, 69 anni, “perché non aveva più speranze di vita”. È quanto avrebbe riferito agli inquirenti per spiegare il suo gesto. Paolina aveva problemi psichici ed era costretta a letto, ma secondo le forze di polizia non era in fin di vita. Già due anni fa, Antonio l’aveva aggredita a colpi di mattarello.

15 dicembre, Orosei (Nu)

Ha ucciso la moglie, 32 anni, poi ha cercato di tagliarsi le vene. Entrambi di nazionalità cinese, vivevano da tempo in Sardegna, dove gestivano un negozio di abbigliamento a Orosei. Lui, 39 anni, ha colpito per dieci volte la donna con un’ascia.

10 dicembre, Rapallo (Ge)

Alessio Loddo, 37 anni, ha ucciso a coltellate la moglie, Gisella Mazzoni, stessa età, dopo averla riempita di calci e pugni. Poi si è gettato dal quinto piano con il figlio Francesco, un anno, fra le braccia. È accaduto al culmine dell’ennesimo litigio. Prima di strappare dalla culla il figlio e lanciarsi dal balcone ha scritto un sms a sua sorella: “Ho ucciso Gisella. Adesso la faccio finita”.

9 dicembre, San Filippo sul Cesano (PS)

Rossella Latesta aveva 46 anni. È stata uccisa al termine di una lite dal marito, Gino Ruggeri, 48enne, che ha poi cercato di togliersi la vita ingerendo della nafta. Il figlio della coppia, 9 anni, era a scuola. È stato affidato ai nonni.

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