Eppur si muove. Il film della settimana è italiano. Un miracolo? Miracolo no, un passo avanti sì. HUNGRY HEARTS di Saverio Costanzo è un film imperfetto ma coraggioso, da vedere, come direbbe sinteticamente Mollica. Come il precedente La solitudine dei numeri primi è un thriller dell’anima – come aggiungerebbe Mollica – o se preferite un linguaggio da critici non stipendiati dagli uffici stampa un film che ricodifica il genere borghese che da anni domina il nostro cinema, il genere “due camere e un soggiorno” in una chiave originale che mescola thriller polanskiano (echi di Rosemary’s Baby grazie alla performance della Rohrwacher), dramma familiare e il veganismo come “metafora delle ideologie che affliggono l’umanità”. Sì, un po’ esagera Costanzo e molti critici hanno storto il naso a Venezia – o forse ci son tanti vegani permalosi tra i critici, chissà. Ma il film dà la conferma di un talento e di un’intelligenza che forse ancora non hanno trovato su pellicola l’adeguata stabilità – o forse manco la vogliono trovare in uno stato che favorisce via ministero i compitini blandamente sociologici. Certo, direte, Costanzo è un figlio d’arte. Ma se da anni il cinema italiano è spesso proprietà privata dei figli di papà – o forse lo è sempre stato – non ci resta che sperare con un po’ di amarezza e ben poca libertà che almeno questi siano bravi.

EXODUS: DEI E RE è un fantasy biblico che riparte dai Dieci Comandamenti di De Mille. Al timone c’è Ridley Scott pronto a risollevare il genere dopo il tonfo di Noah di Aronofsky. E certo il film è meno brutto e tronfio di quello, pur rimanendo nell’ambito del cattivo gusto tipico della Hollywood contemporanea. Scott è ormai uno specialista del genere “cazzo cazzo minchia minchia guarda che schianti” e lo spettacolone è lontano dalle complicazioni filosofiche di Prometheus quanto da possibili riletture ideologiche contemporanee. E’ intrattenimento onesto sorretto tra l’altro dalla professionalità dei vari Christian Bale e John Turturro.

Certo meglio lo Scott per truzzi che il biopic agiografico, mieloso e interminabile su Stephen Hawking LA TEORIA DEL TUTTO. Garberà a quelli che si sono esaltati per The Imitation Game e citano Ron Howard a fianco di Stanley Kubrick nella lista dei registi preferiti.

ITALO non è – viene quasi da dire purtroppo – un documentario sulla linea ferroviaria, ma uno sciapissimo film per ragazzi tratto da una storia vera: quella di un cane, Italo appunto, adottato da un paese del sud Italia. Fiction cadenzata dalla voce off di Leo Gullotta e interpretata dal belloccio Marco Bocci che preferivamo in Romanzo Criminale.

Decisamente meglio – per figli e soprattutto genitori – ASTERIX E IL REGNO DEGLI DEI. Forse il miglior film della serie dai tempi di Le dodici fatiche di Asterix. Si passa alla computer graphic con un minimo di investimento che assicuri la godibilità, ma gli ingredienti sono sempre quelli: divertimento, ritmo e i romani che sembrano usciti dalla commedia all’italiana. Promosso.