In una caffetteria con tanto di Marco Mengoni in sottofondo abbiamo incontrato i ragazzi di Electrotherapy, Gabriele Carboncini (Maglio) e Simone Falsini (Faffo) per parlare del loro programma di musica elettronica. La trasmissione va in onda ogni martedì dalle 22:00 alle 23:00 in diretta su Radio Spin oppure su podcast pubblicati nel corso della settimana su Facebook.

Di cosa tratta la vostra trasmissione?

Maglio: La nostra trasmissione tratta fondamentalmente di musica elettronica. Andando più nello specifico si parla anche di argomenti di cultura generale, diciamo, argomenti di tutti i tipi. Possono variare dal cinema alla tv, al calcio…
Faffo: Fondamentalmente si parla di cultura pop. Poi, la musica elettronica fa da cornice.
Maglio: Esatto. È anche un modo per far conoscere questo genere che è abbastanza di nicchia. Ora sta uscendo un pochino di più sulla scena commerciale ma fin’ora è stato di nicchia, ci piace farlo conoscere.
Faffo: Anche perché ci sono vari tipi di musica elettronica, ad esempio non passiamo David Guetta quindi ci occupiamo di più di altri gruppi o di altri singoli, come Benny Benassi ma quello perché noi siamo tamarri come lui, non possiamo non passarlo. Abbiamo passato anche gruppi più sconosciuti come i Black Tiger Sex Machine, qualche settimana fa DallasK.
Maglio: Anche i Belzebass che sono un gruppo italiano, li passiamo parecchio perché vogliamo anche spingere la scena italiana.
Faffo: Diciamo che non è la roba che si sente sempre ma non perché noi siamo bravi a trovarla, ma perché ci piace un altro lato dell’elettronica.
Maglio: Siamo degli appassionati. Non sono in tanti a passarla in radio e quindi questo ci permette di farlo.
Faffo: Quello che prima c’era sul nostro I-pod adesso c’è su Radio Spin.
Maglio: Per far sapere alla gente che musica figa ascoltiamo.
Faffo: No, per far sapere che abbiamo un I-pod.

Se qualcuno volesse passarvi dei pezzi può farlo?

Faffo: Certo, perché no? Anche perché poi se diventa famoso gli chiediamo la provvigione quindi alla fine guadagneremo anche noi.
Maglio: È capitato che qualche ragazzo è venuto ospite da noi. Ozzarb, ragazzo pratese, è venuto a fare un’intervista nella vecchia radio. È venuto, ha passato i suoi pezzi, gli abbiamo dato spazio. Anche lui ci paga le provvigioni.
Faffo: Sì perché non è che siamo così formali da dire “no te no”, non siamo così selezionatori. A Electrotherapy non c’è l’X factor, possiamo passare tranquillamente quello che ci va. È bello perché così si costruisce anche un rapporto.

Che argomenti proponete nei talk?

Maglio: Facciamo puntate a tema, quindi scegliamo un argomento. Gli argomenti possono spaziare ogni genere, ad esempio possiamo parlare di “Mondo nerd”, tracciamo le linee guida che caratterizzano quel mondo e ci mettiamo un nostro commento personale. Lo stampo è fondamentalmente ironico.
Faffo: Per lo meno, cerchiamo di essere ironici.
Maglio: Cerchiamo anche di essere politicamente scorretti restando sempre nei limiti che ci ha imposto la radio.
Faffo: Cerchiamo di essere “gggiovani” perché Radio Spin è una radio per gggiovani. Ad esempio quando abbiamo parlato del mondo dei nerd abbiamo anche parlato del Prato Comics che c’è stato a Officina, abbiamo parlato della web series “Get a Live!” che gira su Youtube ma anche lì solo perché se diventano famosi gli chiediamo delle provvigioni per campare con loro e Ozzarb insieme.
Quindi fate tutto per le provvigioni.
Faffo: Esatto.
Maglio: È un modo come un altro per arricchirsi però noi lo facciamo in modo figo e soprattutto mascherato.
Faffo: Siamo degli arraffoni radiofonici. Ogni tanto però capita di trovare un collegamento con Prato, e visto che è una radio locale, perché non parlarne? Abbiamo parlato anche di Bobo Vieri quindi…
Maglio: Anche Bobo sgancia parecchio eh.
Faffo: Lui più di tutti.
Maglio: Grazie a lui abbiamo comprato un bastone per i selfie, abbiamo anche comprato compagnie per fare i selfie.
Faffo: Paghiamo gli amici perché i cartonati facevano troppo poco calore, invece le persone vere ne trasmettono un po’.

Parliamo di musica più nello specifico. Che musica passa Electrotherapy?

Maglio: Musica elettronica, generi dai più commerciali come IDM, poi possiamo passare una dance tranquillissima da club o discoteca, oppure una più da rave come drum and base, tecno..
Faffo: Quindi spaziamo su quella cosa lì.
Maglio: La dubstep, la trap… generi che stanno andando molto negli Stati Uniti.
Faffo: Sicuramente come è successo nella scorsa puntata, siccome è un programma gggiovane fatto da ggggiovani in una città gggiovane cerchiamo di passare anche la novità. Per esempio, adesso sono usciti due singoli del nuovo album dei Prodigy che uscirà a marzo e noi li abbiamo passati in quanto novità. Cerchiamo di stare sul pezzo, come si dice. Diciamo che non passiamo questa roba qua (si riferisce al Marco Mengoni in sottofondo). Marco Mengoni non è che ci interessa più di tanto.
Maglio: E poi non ci paga.
Faffo: Esatto. Torniamo sempre ai soldi, è il gettone per Electrotherapy.
Maglio: Però se Valerio Scanu si mettesse a fare musica elettronica noi lo passeremmo volentieri. Ci è molto simpatico.
Faffo: Lo puoi scrivere perché sarà la nostra rovina. Siamo finiti, possiamo smettere qua.

Mi dispiace di essere la causa della vostra fine.

Faffo: No ma ci voleva qualcuno che lo facesse. Comunque passiamo vari generi, italiani e internazionali. Cerchiamo sempre di trovare qualcosa che non si sente sempre, ma non perché siamo bravi, perché ci piace semplicemente ascoltare. È il nostro I-pod che diventa sempre più grande. Volevo parlarti poi dei blocchi sequenziali. A volte noi, siccome non abbiamo niente di meglio da fare e a calcetto siamo delle seghe, ci mettiamo lì con FL studio e mixiamo in sequenza delle canzoni. Ci piace spippolare come dei nerd su delle basi e a volte riusciamo anche a produrre dei mixaggi che sono di solito tre o quattro canzoni così insieme. Le passiamo anche in puntata a volte.
Maglio: Canzoni così in sequenza come se fosse un’unica traccia, un po’ come fanno i deejay in discoteca. Solo che noi siamo in una cameretta al buio.
Faffo: Con le pantofole.
Maglio: E non abbiamo ragazze che ballano sotto le nostre consolle, al massimo un cartonato fornito da Bobo Vieri con cui ci facciamo i selfie. “Serata a casa Maglio, serata a casa Faffo”.
Faffo: Cerchiamo di dare anche del nostro, qualcosa di mixato da noi nella nostra cameretta con le pantofole.
Novità, blocchi sequenziali, musica elettronica d’ogni genere… non manca niente insomma.
Maglio: C’è tutto ciò che non è fatto con le chitarre.
Faffo: E se arrivasse Valerio Scanu con un pezzo dubstep noi passeremmo anche Valerio Scanu.
Maglio: Non aspettiamo altro.
Faffo: Valerio se vuoi venire da noi… Aspettiamo risposta.
Maglio: Ci abbiamo provato anche con Barbara d’Urso ma poi purtroppo l’hanno censurata poverina.
Parliamo un po’ di storia. Quali sono le origini di Electrotherapy?
Faffo: Noi da piccini volevamo fare gli astronauti perché tutti vogliono fare gli astronauti. Poi ci siamo accorti che l’astronauta era un po’ improbabile e abbiamo dato tutti quello che potevamo dare fino alla rottura dei tendini a calcetto poi ci siamo accorti che non eravamo bravi neanche in quello. La proposta poi è venuta da lui.
Maglio: È successo questo. Quando c’era Radio Noia io ero uno speaker di un programma che trattava di hip hop. Avevo necessità di fare un prodotto tutto mio, di parlare di un’altra mia grande passione, la musica elettronica. Così ho aspettato il mio compagno di una vita che tornasse da Barcellona e gli ho fatto la proposta di matrimonio.
Faffo: E io ho accettato, non ho saputo dire di no quando l’ho visto in ginocchio.
Maglio: Ero lì con l’anello fatto di carta stagnola.
Faffo: Era un anello di cipolla.
Maglio: No comunque sia gli ho chiesto di fare questo programma, lui ha accettato e quando siamo arrivati a delineare il profilo del programma abbiamo detto “facciamo un programma che tratti di musica elettronica in cui noi parliamo di musica” poi abbiamo anche detto che, visto che siamo amici da una vita e facciamo sketch da una vita, cerchiamo di dargli anche uno stampo ironico. Sicché abbiamo anche iniziato a parlare di cultura generale cercando di essere anche dissacranti oltre che ironici in certi argomenti.
Faffo: Sostanzialmente si era accorto che non avevo un futuro a calcetto e mi ha trascinato dentro la radio. Me è andata bene.
Quindi Electrotherapy nasce dalle ceneri di Radio Noia e dal fallimento a calcetto.
Faffo: Sì.
Qualche progetto per il futuro?
Maglio: Non vogliamo restare solo in radio. Vogliamo aprire un blog che sarà un’estensione “virtuale cartacea”, qualcosa da leggere e non solo da ascoltare.
Faffo: È una voce in più di Electrotherapy ma non perché siamo o saremo famosi, semplicemente perché ci mancava un po’ quel lato hipster e quindi bisogna aprire un blog.
Maglio: Poi un canale Youtube e un videogioco fatto dalla Bethesda.
Faffo: No, per ora ci fermiamo al Blog. Dobbiamo montare qualcosa, ancora non abbiamo il nome definitivo, ma pensavamo ad un’estensione degli sketch su carta, o meglio, su schermo. Dovevamo farlo su Tumblr che è il vero motore hipster però poi abbiamo scelto altro.
Maglio: È che non sappiamo usarlo.

Come definireste il vostro programma?

Maglio: Brutto.
Faffo: Vorrei ribadire che è un prodotto ggggiovane per i ggggiovani. Tra le informazioni che si trovano su Facebook c’è scritto “programma tipicamente radiofonico” ma non lo so, potremmo metterci come “alternativa a Porta a Porta il martedì”.
Maglio: Oppure una valvola di sfogo per gente frustrata. No, scherzo. Intendevo che magari la terapia sta nel fatto che la gente ascoltandoci si rasserena pensando che ci sono due persone che stanno peggio di loro.
Faffo: Sicuramente. Poi, se qualcuno non ci vuole ascoltare perché non gli interessa il talk, magari non è la sua dimensione, c’è sempre la musica, uno magari si butta su quella. Cerchiamo sempre di passare cinque o sei pezzi anche perché non ci sentiamo minimamente in grado di fare della terapia però magari la musica può servire sempre. Quindi, la musica elettronica come alternativa a Bruno Vespa.
Maglio: O anche a Ballarò.
Dite qualcosa per convincere la gente ad ascoltarvi.
Maglio: Maglio, Faffo, musica elettronica… cosa volete di più?
Faffo: Se magari è un ragazzo di vent’anni che gioca a calcetto ci sono ormai poche speranze che sfondi nel mondo quindi può ascoltare noi.
Maglio: Se te sei una giovane promessa del calcetto non ci ascoltare perché questa è la fine che fai se non segui bene la tua passione.
Faffo: Chi è in forse potrebbe ascoltarci per vedere la brutta fine che può fare. Comunque è semplicemente una voce familiare, due ragazzi che da una stanza dicono due o tre cazzate durante un’ora di programma.
Maglio: Una cosa routinaria, un’abitudine da prendere.
Faffo: Se il martedì fa troppo freddo per andare a Travalle ci siamo noi. Chi è in forse può risparmiare sulle birre e sul freddo e soprattutto non c’è da trovare parcheggio.
Electrotherapy in tre parole.
Maglio: Ce l’ho. Earl Gray Thea.
Faffo: Perfetto.
Maglio: Siamo riusciti a rovinare tutto.

Tutti quelli che vogliono ascoltarvi dove vi trovano?

Maglio: Ci trova su Radio Spin tutti i martedì dalle 22:00 alle 23:00, sulla pagina Facebook “Electrotherapy – Radio Spin” dove pubblichiamo i podcast, a breve sul blog oppure alla stazione.
Faffo: Lì sdraiati per terra a chiedere l’elemosina. Abbiamo anche una mail [email protected] chi volesse infamarci la mail è lì.

Se qualcuno volesse mandarvi dei pezzi?

Maglio: La mail o il messaggio privato su Facebook
Faffo: Prima di finire vogliamo fare un po’ di ringraziamenti. Per primi quegli splendidi ragazzi che ci hanno fatto un po’ di grafica.
Maglio: Marco Bongini e Dario Tortelli che sono i curatori grafici di Electrotherapy.
Faffo: Pagati pochissimo sfruttati tantissimo. Che poi sono anche i ragazzi della Zattera della Medusa. I fotografi, Stefano Barberio (hipster) e Valentino Losito. Ringraziamo i ragazzi di Radio Spin che ci danno lo spazio per trasmettere e per non essersi ancora accorti di quanto facciamo effettivamente schifo.
Maglio: Tutto lo staff di Radio Spin, il direttore Leonardo Borsacchi, il tecnico Fabio Bocconi che ci carica sempre i podcast, tutto lo staff di Radio Spin. E anche la defunta Radio Noia che ci ha portato sulla scena radiofonica, ci ha tolto dal garage per andare a chiedere l’elemosina in piazza al Serraglio.
Faffo: E ovviamente Pratosfera per quest’intervista. E il Tempestini, anche se non lo conosciamo. Ultima cosa, noi puntiamo alla filodiffusione in tempi natalizi.
Maglio: E una nostra foto in cima all’albero in piazza d’uomo.
Faffo: Se al castello sentirai Benny Benassi ci siamo noi là dietro.

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