Tracciare e descrivere possibili scenari futuri per l’arte contemporanea. Martedì 10 febbraio, alle 18 al Pecci (ingresso libero), il direttore Fabio Cavallucci ospiterà Francesco Bonami, critico e curatore fiorentino, autore di due fortunati volumi sull’arte contemporanea (“Potevo farlo anch’io” e “Dopotutto non è brutto”) nella conversazione su “La fine dell’arte contemporanea: dall’originale all’orale“.

Bonami (nella foto di Ray Banhoff) è stato curatore dal 1999 al 2008 del Museum of Contemporary Art di Chicago, direttore della 50ª edizione dell’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia nel 2003, dove ha condiviso la curatela con altri curatori.

Il critico e curatore di fama internazionale è sempre stato un detrattore del Museo Pecci, arrivando a definire il centro per l’arte contemporanea pratese come “nato morto“. In questo video, datato 2013, ribadisce con forza il concetto.

A colloquio con Cavallucci, annuncia la nota stampa, Bonami “affronterà questioni epocali “azzardando” previsioni sul futuro dell’arte“.

“Nella conversazione – prosegue la nota stampa – Bonami analizzerà come dalle Avanguardie del Novecento e dall’orinatoio di Marcel Duchamp, opera/icona universale che ha letteralmente rivoluzionato il corso della Storia dell’Arte, si è arrivati alle opere dell’artista inglese Tino Sehgal. Qui l’oggetto sparisce e il lavoro si fa tanto immateriale da non possedere nemmeno una traduzione visiva o scritta. Può essere anche ceduto ma esclusivamente con un contratto orale”.

“Senza mai abbandonare l’irriverenza che lo contraddistingue – conclude la nota del Museo – Bonami ci aiuterà a capire se e cosa troveremo in futuro nelle sale dei musei, tradizionalmente intesi. Anche in quelle del rinnovato Centro Pecci”.

 

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