Una mostra affascinante che intreccia memorie personali e archeologia industriale. E’ “I ricordi degli altri“, realizzata da Raffaele Di Vaia insieme agli ospiti delle case di accoglienza per anziani di Sasseta e San Quirico. Verrà inaugurata oggi pomeriggio alle 16 al Mumat,  il museo delle macchine tessili di Vernio (Via della Posta Vecchia Mercatale di Vernio).

La mostra, si legge nella nota stampa, tiene anche a battesimo il progetto “Opere aperte”, a cura di Irene Balzani, Lisa Colombi (Associazione Momo) e Luca Carli Ballola (Associazione Anna), che ha l’obiettivo di collegare gli oggetti del Mumat ( antichi telai, le cardatrici, le filande e le turbine del museo) alla memoria del territori, all’esperienza delle persone e a progetti di arte contemporanea.

“I Ricordi degli altri”, iniziato a maggio 2014, è stato realizzato attraverso incontri con gli ospiti delle due strutture per anziani di Vernio.  Ogni incontro è stato filmato e fotografato e le parole di ogni partecipante trascritte. Questi aspetti sono diventati il materiale per l’intervento artistico di Raffaele Di Vaia installato negli spazi del museo. Qui gli anziani potranno di nuovo tornare, osservare, sentire. Le stesse opere saranno inoltre viste dagli altri visitatori, compresi i ragazzi delle scuole, diventando un ponte di congiunzione tra le diverse generazioni.

Protagonisti sono una trentina di persone d’ambo i sessi. Vecchie macchine tessili e foto di famiglia di Di Vaia (che da tempo sta lavorando ad un progetto, “Gli altri”, che ha come protagonisti i suoi familiari) hanno prodotto la scintilla che ha acceso gli incontri, stimolato idee, immaginazione e memorie, con l’artista pronto a documentare e filmare ogni fase. I materiali sono stati poi rielaborati per dar vita alla mostra dove trova posto anche una “Poesia davanti al filatoio” composta collettivamente dagli anziani durante una delle prime riunioni.

La mostra resterà aperta fino al 15 marzo con il seguente orario: venerdì e sabato 9-13/15-18. In altri orari su appuntamento contattando MUmat allo 0574 931036, [email protected] – www.museomumat.it. L’ingresso è libero.

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