Hanno nomi strani (“Agopuntura Urbana”, “Espace Continu”) oppure evocativi come “Intreccina”, “Livello Zero” e “Less & More”. Alcuni poi vanno dritti al nocciolo e sono stati chiamati “Prato Fashion Center”, “Red Carpet Way” o “Metrolotto”.

Sono i progetti sul Macrolotto 0 realizzati dagli studenti di architettura dell’Università di Ferrara che ieri, nell’ex “Italo Bini” di via Pistoiese, sono stati presentati ai pratesi nella mostra collettiva “Hybrid Hutong“. Lavori che hanno il merito di aprire squarci su decine di innumerevoli possibili futuri Macrolotto 0.

Gli studenti hanno lavorato seguendo un canovaccio fisso, quello della moda, e poi aggiungendo destinazioni d’uso differenti per ciascuna delle tre zone individuate: quella di via Pistoiese, quella di via Erbosa e quella delle curve di San Paolo.

Nella prima, il concetto di moda si è sposato con progetti residenziali destinati anche a studenti; nella seconda ha prevalso invece l’accostamento moda – terziario (servizi e start up) mentre a San Paolo si è studiata la compenetrazione di spazi dedicati alla moda con quelli di tipo scolastico.

Ma i progetti, a guardarli da vicino, non solo propongono soluzioni architettoniche più o meno avveneristiche, più o meno interessanti da un punto di vista estetico. Danno tutti ampio risalto allo spazio comune. Sono un profluvio di parchi e parchetti, giardini, camminamenti verdi e fioriere.

Basta poco per capire che nel suo complesso, è soprattutto questo trattamento dello spazio pubblico a trasformare in modo radicale non solo l’aspetto del Macrolotto 0 prossimo venturo ma soprattutto i concetti di “degrado”, “caos” e “bruttura” con cui i pratesi sono ormai abituati a pensare la zona.

La Prato del futuro è veramente bella vista con gli occhi degli altri.

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