fonte de' piani

“Non sappiamo cosa abbia spinto la commissione del Premio Bandini a sceglierci, sappiamo però che quest’anno ci siamo impegnate tantissimo e che forse stiamo raccogliendo i frutti di una semina molto difficile e faticosa”. Letizia Tognarelli, 36 anni, e Maura Giugni, 45, sono le titolari – insieme ai mariti – dell’agriturismo Fonte de’ Piani a Gavigno, Cantagallo, e sono fra le 7 imprenditrici ad aver ricevuto, venerdì scorso, il Premio Margherita Bandini Datini, per essersi distinte in campo economico.

La loro azienda è nata nel 2012 “quasi per caso”, come amano raccontare le due colleghe-amiche. “Gestivamo insieme la Pro-Loco di Gavigno quando ci è venuta questa folle idea. Da lì a decidere di provarci sul serio il passo è stato breve e incosciente – racconta Maura sorridendo -, anche perché se solo avessimo potuto immaginare a quante beghe burocratiche ed economiche saremmo andati in contro, ci saremmo sicuramente scoraggiati. Per fortuna, la nostra buona dose di pazzia ci ha aiutati a superare tutto”. Entrambe ricordano con ansia i no delle banche, le lungaggini per permessi e autorizzazioni, e la lunga attesa del contributo regionale, ma si illuminano quando raccontano come siano riusciti – nonostante tutto – a realizzare quel sogno: “Abbiamo dei parenti eccezionali. E’ grazie a loro se tutto questo esiste. Hanno creduto in noi e ci hanno consegnato i risparmi di una vita, permettendoci di raggiungere la cifra necessaria per partire. Abbiamo familiari unici”. Che spesso danno anche una mano materiale. “Se non avessimo i nostri genitori ad aiutarci, sarebbe tutto più duro”, ammettono.

Sì perché qui non si tratta solo di gestire il ristorante, ma anche di mandare avanti coltivazioni impegnative e molto faticose. “Al campo ci pensano i nostri mariti – spiega Letizia -: il mio, Massimiliano Tonini, e quello di Maura, Fabrizio Giraldi. Son loro che coltivano e vanno spesso anche a caccia. La cacciagione, infatti, nostra specialità in cucina, è tutta delle nostre zone. Abbiamo un giro di cacciatori che ci selezionano gli animali, garantendoci il meglio”. Si va dal capriolo, al cinghiale, al cervo, sempre cucinati con fantasia e tutti e quattro i piedi piantati nella tradizione. “Nel campo invece – aggiunge – coltiviamo in particolare la patata bianca di montagna, di cui siamo gli unici produttori della provincia, il grano saraceno, che nessun altro produce in tutto l’Appennino, e infine farina di castagne. Fra i nostri fiori all’occhiello ci sono, infatti, i piatti a base di farina dolce: dai biscotti alla polenta”.

Un’azienda molto giovane, dunque, ma che in poco tempo ha ottenuto buoni risultati. “Il nostro segreto? La familiarità. Qui tutti si sentono a proprio agio”, precisa Maura, e se a questo ci si aggiunge la qualità, il connubio è a prova di bomba.

“Si fanno sacrifici, he, non si pensi che sia tutto rose e fiori. Ma lo facciamo con grande soddisfazione. Siamo due famiglie giovani e entrambe abbiamo figli piccoli – continua Maura – io ho Edoardo di 12 anni e Matteo di 7, mentre Letizia ha Simone di 13 e Stefano di 10. Come ogni mamma che lavora ci dividiamo in mille ruoli, ma va bene così, ci riteniamo fortunate”.

Il Fonte de’ Piani è dunque principalmente un ristorante dove degustare piatti particolari, realizzati esclusivamente con prodotti biologici. È aperto ogni fine settimana, anche d’inverno, a pranzo e a cena, mentre in agosto ci si può cenare tutte le sere. Il menù è alla carta e mai lo stesso, visto che dipende dal risultato delle battute di caccia e dall’offerta quotidiana dell’orto, e se d’inverno non è indispensabile prenotare, in estate è consigliabile.

“C’è una cosa che ci preme infine sottolineare – concludono -: noi siamo amanti degli animali e accogliamo a braccia aperte chiunque venga con il cane, ma durante l’anno in cui abbiamo permesso agli amici a quattro zampe di starsene sotto il tavolo del ristorante ne son successe di tutti i colori. Adesso, quindi, abbiamo adibito lo spazio esterno (e un garage al chiuso se piove) e i cani possono restare lì in totale sicurezza. Chiaramente questo discorso non varrà più quando si potrà mangiare in giardino. Inoltre stiamo lavorando anche per preparare una sorpresa per tutti i piccoli amici, ci vuole solo un po’ di pazienza”.

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