MIA MADRE di Nanni Moretti inaugura la grande stagione del cinema d’autore, anche italiano sì, in vista di Cannes. Ed è – anche – una risposta, dolente, dolentissima, alla neocommedia italiana, una mazzata nei denti tirata da un autore finito per caso o appartenenza generazionale, tra i settanta e gli ottanta, nel calderone dei nuovi comici, tra Troisi, Benigni e Verdone. C’è sempre stata amarezza nei film di Moretti, più di quanto fosse registrabile nei coetanei, una sorta di malessere esistenziale, di insofferenza verso qualunque cosa, anche verso se stesso, nonostante le accuse di narcisismo. Ed ecco che Mia Madre più che un film sulla morte, più che una Stanza del Figlio 2, più “naturale” e quindi in grado di permettersi maggiori leggerezze, è dietro le apparenze di semplicità un complessissimo, spigoloso, definitivo autodafè, qualcosa di difficilmente riscontrabile nel cinema contemporaneo (ci viene in mente il Kitano di Achille e la Tartaruga), un film che sublima la stanchezza, anche filmica (non tutto è equilibrato e brillante e a fuoco e qualche momento di imbarazzo c’è), il disagio, l’inadeguatezza esistenziale, in una sorta di ribaltamento onirico dei sogni d’oro degli esordi (“Voglio andare via da qui, voglio tornare nella realtà” urla Turturro a un certo punto). Slabbrato e lacerato come il Caimano, più sincero, pertinente e persino più velatamente ambizioso di Habemus Papam nonostante il soggetto in minore, è assolutamente il nostro film della settimana.

Se preferite l’intrattenimento alle mazzate nei denti metaforiche il vostro film è BLACK SEA, tra azione e avventura, sottomarini e una scrittura seriale nel senso che lo sceneggiatore viene dalle serie tv e infatti succedono ventimila cose sotto i mari nello spazio di un film. Buona la prova del solitamente pessimo Jude Law. Divertente.

Per gli amanti del carino delusi dal funereo Moretti, in attesa dei bambini di Veltroni (AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH), ecco i bambini francesi de LE VACANZE DEL PICCOLO NICOLAS, seguito di un successo francese, ambientato negli anni 70 delle vacanze marittime e delle piccole cose di una volta. Grazioso, pare un Moonrise Kingdom senz’anima.

Molto meglio l’altro francese THE FIGHTERS – ADDESTRAMENTI DI VITA, un po’ film d’avventura, un po’ film militare, molto commedia, con echi – addirittura – del grande Hawks di Susanna, che difficilmente si riscontrano in un film d’esordio (avete detto esordenti italiani?).