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Carmignano, comune mediceo alle pendici del Montalbano, è stato il primo dell’area pratese a partire con il porta a porta, la buona pratica di smaltimento rifiuti basata sulla raccolta differenziata. In cinque anni, i cittadini del capoluogo e quelli di Seano, Comeana, Verghereto, La Serra, Artimino e Bacchereto hanno imparato ad essere ligi sia nel suddividere la spazzatura sia nell’amministrarne la raccolta, garantendo risultati molto buoni: in poco sono arrivati a differenziare il 64 percento della spazzatura con un trend in costante crescita. Poi qualcosa è cambiato.

Il 2014 ha segnato un’inflessione dell’1 percento e il Comune, che mira a ben più alte percentuali con l’obiettivo di arrivare alla tariffa puntuale, si è visto costretto a serrare le fila e a chiedere all’azienda di smaltimento rifiuti maggior severità. Un input che Asm ha interpretato mettendo in piedi una severa campagna di segnalazione fatta di adesivi ammonitori e minacce di multe salatissime, senza mai specificare però quale concretamente sia l’errore nel conferimento. Un atteggiamento che da un mese sta esasperando i cittadini, che ogni mattina si alzano con un pensiero per la testa: troverò anche oggi quel maledetto adesivo? Centinaia le chiamate di protesta al centralino dove, per tutta risposta, operatori spazientiti acuiscono la tensione.

Convinto che per coinvolgere la gente non sia utile il bastone o quantomeno non sia utile ammonire senza spiegare con pazienza e chiarezza, l’assessore all’ambiente Edoardo Prestanti ha organizzato una serie di incontri informativi alla ricerca di comprensione e collaborazione. “Far capire che differenziare bene significa un mondo più pulito e una Tari ridotta è un’impresa di fronte alla quale mai mi arrenderò – spiega l’assessore -. La nostra campagna informativa batterà ogni angolo del territorio, tanto che nei luoghi dove siamo già passati nessuno si lamenta più e gli ammonimenti si sono sensibilmente ridotti. Rassicuro, comunque, per l’ennesima volta che le multe per adesso non si faranno e che i cassonetti saranno ritirati anche di fronte a errori di conferimento”. E che la gente che abita nei posti già toccati dalla campagna informativa reagisca meglio rispetto a chi ancora aspetta di venir coinvolto, Prestanti lo precisa anche sulla sua pagina facebook. In un post dell’11 maggio scriveva: “Sono stati giorni difficili e molto lunghi però riempie il cuore di gioia vedere che dopo tanta fatica finalmente qualcosa si muove positivamente. Vedere che il meccanismo di collaborazione Comune, cittadini e Asm è partito, che le persone iniziano a chiedere cosa fare per migliorare, si organizzano incontri, assemblee di condominio, volontari che si offrono per portare avanti la campagna di informazione ed educazione ambientale porta a porta. Noi faremo la nostra parte, con Asm abbiamo stabilito di ridurre al minimo ogni firma di disagio garantendo in ogni caso il ritiro dei rifiuti e allo stesso tempo portando avanti il controllo puntuale delle irregolarità su cui poi lavorare mediante un informazione puntuale”.

Concetti che Prestanti è costretto a ripetere all’infinito, perché i commenti dei carmignanesi si rincorrono proprio sui social, specialmente fra i residenti delle aree ancora non battute dalle visite porta a porta dei sorridenti operatori che spiegano le novità (fra le quali c’è il fatto che il vetro da ora in poi dovrà essere diviso dalla plastica). La gente, infatti, è esasperata: “Edoardo Prestanti vorrei tanto sapere quando ci farete un corso per gettare l’immondizia non ci si capisce più niente”, scriveva Deborah Fragorzi il 22 maggio. Oppure: “Verghereto è zona a o b? Perché secondo me un ci si capisce niente nel calendario. Comunque a parte questo, come dovrebbe avvenire il ritiro del vetro? Io lo sto già dividendo ma non mi riesce capire quando lo devono ritirare. Comunque stanno facendo un gran casino non ho mai visto tanti semafori sui cassonetti a Carmignano come adesso”, commentava Sabrina Biagi il 21 maggio.

“Io l’ho chiesto cortesemente, ora da cittadino pagante un servizio lo esigo, un incontro pubblico con l’amministratore di Asm”, precisa Andrea Bassini della Mesticheria di Carmignano. E ancora: “Io da ora in poi la spazzatura me la mangio – scrive Laura Logli -. Ho terrore a mettere il sacchetto fuori….aiuto…dovevano passare a portare i recipienti nuovi….ma, come mi hanno detto sabato gli addetti…io non esisto e non ho nessun recipiente “dei vecchi”…ma allora fino ad ora dove e come ho buttato la spazzatura!!!????? e cosa faccio? ma le tasse le ho pagate eccome!!!!!! che caasinoooo!!!!!!!…”.

Commenti a cui fanno da contraltare quello di Simona D’Amico: “Io ho scaricato l’applicazione, metti il nome del prodotto e ti dice dove va buttato” e quello di Luca Bardazzi “Se tu avessi differenziato i rifiuti correttamente il bidone lo avrebbero vuotato. Ho visto aprire i sacchetti conferiti e gli operatori avevano ragione. Il problema è che la differenziata non tutti la fanno”. O ancora quello di Gianni Nicolosi:” Bravo Edo, ottimo lavoro. I cittadini collaborano quando si sentono coinvolti”. Ed è proprio sul coinvolgimento dei cittadini che l’assessorato punta tutto, specialmente dopo essersi fatto paladino di “Rifiuti Zero”, la strategia che ha immesso Carmignano sulla virtuosa strada già percorsa da Capannori e dal suo premio Nobel per l’ambiente Ercolini: raggiungimento quanto meno del 70 percento di differenziata per poi continuare con una serie di iniziative fino ad azzerarla in pochi anni.

Se infatti Carmignano ha praticamente già realizzato i primi due passi dei dieci necessari al raggiungimento di Rifiuti Zero, l’impegno è concretizzare gli altri otto. Ecco quali.

  1. Compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.
  2. Riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.
  3. Riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili.
  4. Riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.
  5. Tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti piu’ consapevoli.
  6. Recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla raccolta differenziata (RD); impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.
  7. Centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.
  8. Azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’ azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.

E’ una lunga e stretta strada quella intrapresa da Carmignano. Per esser percorsa è richiesto impegno comune e solidale a tutti i cittadini. Agli assessori, invece, è imposto il compito di coinvolgere, informare e incentivare. Solo un lavoro di squadra potrà dare vita a questo altro piccolo mondo possibile, alle pendici del Montalbano.